mercoledì 26 gennaio 2011

Il mio amico ZOZZO

Oggi parlo di un mio caro amico. Il più str...ooops che ho, credo. Oddio, non ne sono sicura, parecchi dei miei amici sono così str... ooops che se fossi la loro donna li avrei già più o meno scuoiati vivi. Per fortuna Mo non è nè single nè taken, è un-take-able e quindi posso permettermi di tenerli vivi  Ogni tanto li porto pure al pascolo. 
Quello di cui parlo oggi.... che chiameremo... cielo, come posso chiamarlo? Lo chiameremo G come il punto G, tra l'altro mi sembra azzeccato, penso che sarebbe contento di questo nick. Insomma, io e G ci siamo conosciuti con una batteria di fuoco di reciproche battutacce piccanti, che poi è il normale linguaggio che utilizziamo per esprimerci tutto l'affetto di cui siamo capaci. E' una specie di duetto, un boccaccesco pas de deux a ritmo tzigano che di solito esita in fulminanti gag. Poi silenzio. Per giorni. E' in giro a fare il cascamorto, cosa che gli riesce bene, con quell'aria mista fra orsetto lavatore e bel tenebroso. 
Tutto meno che superficiale, comunque, il signor G. Nel suo, è persino raffinato, di una raffinatezza molto personale, ovviamente, perchè non ha niente di comune, il signor G, niente di dozzinale. Neanche il modo di soffrire.
Sta progressivamente limitando e cancellando la foto RL che ha nel profilo, usando prospettive con zoom sempre più ristretti. Se continua così, fra poco vedremo solo un pelo della sua barba ispida (ammesso che sia la sua) e un poro. Poi più nulla...
Cielo, che sia un annientamento simbolico? Azz... dovrò ricominciare a coccolarlo: è un sacco di tempo che non gli urlo dietro BRUTTO ZOZZO...


(pubblicato originariamente in data 30/01/2010)

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