
E' quindi l'avatar un personaggio? E' piuttosto persona, ae: ha dignità di persona di cui rappresenta di volta in volta la pars o il totuum. Il discorso della coerenza tra avatar e controparte è ozioso quanto quello sul sesso degli angeli.C'è coerenza? Talvolta sì, talvolta no. Qualcuno è fiero della continuità RL/SL, qualcuno ne fa un punto d'onore di tenerle separate, qualcuno se ne frega. Ma qui parliamo di una distinzione più sottile: c'è coerenza tra la personalità dell'avatar e quella dell'ammasso organico? Per esprimerci in maniera più semplice, c'è continuità o separazione identitaria tra Mo e Me? E' evidente che non può esserci separazione completa, ma è anche semplicistico pensare che Mo sia Me e viceversa.
Se anche la realtà virtuale non fosse che un gioco di ruolo, c'è un intergioco tra ruolo e persona, talvolta ha senso distinguere, talvolta no. Ugualmente, parlare di unitarietà dell'esperienza di sè è fuorviante e limitato, benchè necessario. Non dimentichiamo tra l'altro che la vita quotidiana di ogni Me è piena di ruoli che entrano pure in conflitto tra loro. Viviamo realtà diverse, ci troviamo in situazioni diverse, siamo sottoposti a stimoli diversi. Come Mo e Me. Due aspetti della stessa identità, due facce della stessa medaglia.

Me è il contenitore delle angosce di Mo, e Mo è la rappresentazione grafica dei tormenti intimistici di Me ma pure l'oggettivazione della libertà dall'essere. Mo è sperimentazione, dove Me è costanza, Mo è esasperazione, dove Me è equilibrio. Ma sia Mo che Me sono Bene e Male, sono fatica e soddisfazione, sono Morte, Resurrezione e Gioco.
Come dice bene Botgirl Questi, il bastone ha rappresentato per la scimmia/uomo un'estensione del braccio, la ruota un'estensione della gamba, il computer un'estensione del cervello. E l'avatar un'estensione dell'identità.
Chi non è d'accordo si faccia sotto

Le foto di questo post sono state scattate a Crimarizon nell'aprile 2011.
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