venerdì 3 agosto 2012

Addio, Sidhe

Avevo ereditato un carico di pensieri pesanti, quella sera. Dovevo liberarmene, e non sarebbe stato semplice. Una discesa agli inferi non sarebbe bastata, ci voleva qualcosa di più fine, più coinvolgente, più leggero. Un indirizzo, in fondo alla tasca: un biglietto con le coordinate di un posto che mi ripromettevo di frequentare più spesso. Promesse rimandate quasi sempre, per i più diversi motivi tutti validi e tutti così poco validi...
Un click al teleport, con un presentimento oscuro. Il ricordo di una notecard arrivata fra tante, un ricordo confuso, e la brutale chiarezza dell'evidenza: solo una distesa verde, dove una volta c'era un centro termale, una cascata con alcune favolose sedute per la meditazione, un discreto mall dove ho fatto alcuni acquisti leggermente piccanti, una piazza per incontri, giochi, balli. La solita land? Non esattamente.
Ma... non importa, perchè non c'è più.

Addio, Sidhe. 




mercoledì 1 agosto 2012

Succede, ma io ho bisogno di pensarlo



Qualche volta accade, che la musica non funzioni. Niente colonna sonora, emuli di Morricone tutti in ferie, o semplicemente il nuovo viewer, oppure qualcosa nella grid oppure non lo so ma mi sono stufata di cercar di capire. 
Rimangono allora i rumori d'ambiente. Li senti, magari per la prima volta, in questo caso è lo sciabordio dell'acqua sotto la palafitta che al momento mi fa da casa. Ti metti in ascolto, e dopo poco anche un altro rumore comincia, sommesso e discreto ma continuo, e sono i tuoi pensieri che si affacciano e arrivano a ondate seguendo il ritmo del mare e li lasci andare perchè tanto ritornano e speri solo che tornino più ordinati. O che si decidano a fare silenzio, loro. 
C'è qualcuno che ama farsi bello con i propri pensieri, e li usa come ornamenti. A me sono essenziali più degli occhiali per un miope. Mi servono per leggere la realtà, qualsiasi essa sia, mi servono per respirare il mondo, mi servono per sopravvivere. Un respiro, un pensiero. Qualche volta due. 


Succede, ma io ho bisogno di pensarlo. E più succede, più ho bisogno di pensarlo. Pensare è assorbire, analizzare, ricomporre senza anestesia. Pensare fino allo sfinimento, finchè anche l'ultimo gemito dell'ultimo pensiero si perde nel silenzio, e torna solo il rumore dell'acqua. 


Viene anche meglio, dopo una scopata senza impegno.

giovedì 12 luglio 2012

Il primo passo di danza

La sensualità della danza irretì la mia anima gitana. Il fiume di sentimenti e passione ruppe gli argini in cui l'avevo costretto, e tutto ritornò.
Mi aveva chiesto di aspettare a visitare quel posto, di aspettare che ci fosse anche lui. Non aveva mai fatto una simile richiesta, per cui, già con un piede dentro, accettai e attesi. 
Forse era nulla più che una richiesta del momento, o forse sapeva che lì, in quel posto e non in un altro, il mio cuore si sarebbe ripresentato al suo cospetto. 
Così fu, e glielo consegnai al primo passo di danza. 

sabato 16 giugno 2012

Non aprite quella porta.

Raccolgo il cuore e accarezzo la penna. Socchiudo appena la porta del cuore, ed un fiume irrompe. Allora la chiudo e mi ci appoggio con le spalle per chiuderla bene, per serrarla proprio. Ho cambiato idea. Perchè non voglio emozioni, le emozioni sono una rottura di poseballs e non fanno che confondere la mente. Già ne posso usare solo metà, di mente, visto che è in comproprietà, figurarsi se posso lasciarla preda di sbalzi neurochimici.
Suppongo che sia ora di svegliarsi, ora di prendere in mano lo zaino e partire di nuovo. E' ora di guardare in faccia la realtà che le passioni hanno velato, e del velo di Maya chissenefrega.
Parto, mi faccio violenza stringendo i pugni, per non voltarmi indietro. Vado avanti e avanti, finchè le città si diradano, i boschi si ritirano, arriva il deserto. Avanzo ancora, finchè la distesa di sabbia è dietro e me e davanti a me. Allora comincio a scavare tante piccole fosse, una per ogni ricordo, una per ogni battito. Pensavo di diventare più leggera, e finchè resto chinata a fare buchi e a riempirli di emozioni, sembra funzionare. Ma quando ho finito, quando ho cacciato anche l'ultimo residuo di ricordo nella sua tomba, con rabbia e violenza e frustrazione, cerco di alzarmi. Non posso farlo, perchè la sabbia che ho tolto per fare le fosse è finita nelle mie tasche e ora mi tiene a terra, agganciata al suolo.
Non mi resta che stendermi sulla schiena, faccia in su. E' diventato buio, ormai, e le stelle sembrano incredibilmente lontane. Sotto di me, i battiti continuano flebili, nella sabbia i ricordi palpitano ancora, debolmente. Sarà una lunga notte.  





sabato 9 giugno 2012

La passione non si compra al kilo.

Questo non era un vampiro. Sembrava uno più o meno normale. Niente denti aguzzi, calice di vino rosso invece che sangue. Non mi ricordavo dove l'avevo conosciuto, e poichè non me lo ricordavo, probabilmente l'avevo conosciuto in un'occasione di quelle che si scordano volentieri.
Ad ogni modo, mi ha immato nel corso di una serata noiosa, mi ha invitata per il bicchiere di vino di cui sopra e ho accettato, anche perchè nel frattempo speravo di ricordare qualcosa di lui. Di solito quelli proprio inutili li cancello subito, ne trangugio pure la memoria come mantide religiosa, se era rimasto qualche motivo poteva esserci.
Mi sono allungata con garbo sul bel divano scuro, nel suo salotto elegante e lui si è ritenuto in dovere di partire con la storia del blog: poichè scrivo, e scrivo bene, allora significa che sono una persona profonda, e avanti con le melensaggini, a cercar di farmi credere che prime delle tette guarda il QI. 
A meno che non intendesse dire persona profonda ma gola profonda, ora che ci penso... il che si presta ad ambiguità sconce, ma degne di lui, osservando a posteriori (che non vuol dire osservandogli il posteriore)  
Ad ogni modo, ha tentato ancora un paio di altri pseudo-intellettualismi e poi ha allungato le mani. Brevissimi preliminari, non ha perso tempo per arrivare dove si può immaginare, ma una sveltina ci poteva pure stare e ho fatto la rima. Non era rima baciata, però. Il bacio è coinvolgimento. E poi le puttane non baciano, mi hanno sempre insegnato.
Insomma,  ginnastica e via, voleva condurre lui i giochi e glielo lasciavo fare, ma solo a metà: di uomini che possono possedermi completamente, uomini che hanno la mia mente e il mio corpo e avrebbero anche il mio cuore se ne avessi uno, di uomini così ce n'è uno solo, forse due, e non era lui nè l'uno nè il due. E comunque ce n'è uno, anzi forse nessuno. 
Ma torniamo a lui. Insomma, eravamo lì fra il suo divano e il suo tappeto, un po' mollavo un po' resistevo, un po' prendevo il joystick (azz...volevo dire il menù, che lapsus ).  Allungava le mani, mi offrivo senza pudori inutili a quel piacere, neanche troppo sottile. Il vezzo di qualche ritrosia ogni tanto, poi ho cominciato a capire: stava cercando di sopraffarmi. 
Mi voleva conquistata. Non mi voleva conquistare, non ne era capace. Mi voleva già conquistata, adorante ai suoi piedi per chissà quale sconosciuta e invisibile qualità ultraterrena.
Convinto di essere irresistibile, alla mia ennesima risata di sano divertimento mi ha ripresa con cipiglio severo: "Attenta, che con me ti innamori" 
Neanche fosse stato il primo a provarci. Il mio problema è che trovo talmente sconce (ops, è la seconda volta che uso questa parola in poche righe) queste banalità da soap opera... non riesco a non riderne, il che non è sempre apprezzato, me ne rendo conto. Aveva cercato di sedurmi con il vino, ma l'alcol lo reggo bene anche quando è autentico, figurarsi quello di pixel...
Probabilmente nel tentativo di riprendere contegno, all'improvviso mi ha circondato la vita con un braccio, mi ha baciato furiosamente il collo, ha estratto un coltello e me l'ha puntato alla pancia 
Mi sono bloccata, ma è durato un attimo e gli ho rivolto un'occhiata beffarda: come pensava di farmi paura se la cosa peggiore che poteva capitarmi era risvegliarmi in casa mia dopo qualche minuto di buio? E poi io non ho paura del buio.. al massimo paura del black out, o della perdita di connessione, quelli sono rischi mortali, per noi avatar 
Quasi disperato, ha gettato il coltello e ripreso il corpo a corpo, con una veemenza che finalmente ha avuto ragione del mio mentalismo e mi ha regalato un orgasmo decente. Si è lasciato cadere al mio fianco, ne ho approfittato per riprendere i vestiti. Mi ha guardato indispettito, cominciando a blaterale di passione e cose del genere. Gli ho sorriso educatamente, non volevo essere scortese, e sorridendo l'ho mandato a quel paese. Con gentilezza, ma senza perdere tempo a spiegargli che la passione non si inventa, e l'amore men che meno, e che parlare di amore in SL è al 90 per cento riempirsi la bocca di miele importato. A spiegargli che comunque, anche senza amore e senza passione, ogni tanto la ginnastica sulle palline viene proprio bene, e ci si diverte, ma che tutto il di più ha a che fare con la testa, e se non c'è incontro di testa, non c'è proprio incontro di cuore, figurarsi di anima, e quindi in definitiva non c'è incontro di persone. L'emozione non nasce dalle poseballs, l'emozione nasce dalla chimica di due menti che si fondono, fosse pure per pochi istanti, e si fondono attraverso le parole e i silenzi e le pause tra una battuta e l'altra, fino a diventare una canzone a due voci senza alcuna stonatura, nell'accordo perfetto dei tasti che battono, sempre più leggeri.
Non succede a comando. La passione non si compra nei freebies, a differenza di qualche poseballs. 
Mi ha tolto l'amicizia. Sono colpevole di non averlo gratificato con adorante riconoscenza, di non avergli promesso amore eterno in cambio del suo cazzo di pixel, di non avergli nemmeno detto che comunque è un amante perfetto e solo con lui ho capito cosa vuol dire passione. Ho commesso il peccato di non innamorarmi del nulla che mi offriva. Un'altra tacca da aggiungere, nella lista dei miei peccati. 




venerdì 18 maggio 2012

I vampiri sono immortali. I vampiri stupidi ancora di più.

Mi faccio punto d'onore da sempre, di coltivare mentalità aperta e tolleranza. Persino accoglienza, e non equivocate subito 
Sono qualità che innaffio ogni sera con il mitico limoncello di Gin Mimulus (non sapete chi è? non meritate di leggere questo blog , venite subito ad Astral Dreams che ve la presento), al punto che ormai continuano spontanee a crescere, un po' come la gramigna. Eppure ci sono occasioni in cui.... santo cielo, ho parlato mille volte della grande possibilità di SL di vivere la vita che si preferisce, di cambiare vita come si cambiano calzini, di impersonare - anzi, di essere -  chi si vuole potendo scegliere tra persone oggetti animali esseri a metà o a tre quarti o quello che volete... Ecco, ci sono occasioni in cui rimango esterrefatta davanti a certe IM che si popolano di banalità talmente sconcertanti da riprodurre stereotipi e approssimazioni peggio della pubblicità dei biscotti per la prima colazione...
Vi porto un esempio, un  dialogo fra me e un vampiro presunto. Insomma... il tema del vampiro è un classico, e ciononostante offre un miliooone di spunti per una vita interessante, intrigante persino. Non ci vuole molto, con tutta la letteratura a disposizione. Accontentiamoci pure di un film, va bene, ma santo cielo... questo non è stato in grado di ispirarsi neanche ad un cartone animato di Tom e Jerry. Per decenza tolgo il suo nome, non pensiate che abbia avuto la fantasia di chiamarsi con tutte quelle X, sarebbe stato almeno un segno di vitalità cerebrale..

Insomma, immaginate una di queste sere passate, è inizio serata, siamo ad Astral Dreams e ci stiamo preparando per un concerto. Suona il dlin dell'IM.

[13:34] XXX xxxxx: perchè qui sono tutte donne?
[13:35] Mo Werefox: mmmm
[13:36] Mo Werefox: nessun motivo particolare
[13:36] XXX xxxxx: beh ho parlato presto :-) (infatti comincia a popolarsi di gente varia, come al solito, ma fin qui almeno dimostra un sufficiente contatto con la realtà)
[13:36] Mo Werefox: ecco... è appena cominciato il concerto, la gente deve ancora arrivare. Molte di quelle che vedi qui sono dello staff ;-)
[13:36] XXX xxxxx : ok
[13:36] XXX xxxxx : capito
[13:36] XXX xxxxx : sei dello staff
[13:36] Mo Werefox: azz mi hai sgamata
[13:37] Mo Werefox: :-)
[13:37] XXX xxxxx : io in vece sono un vampiro :-)
[13:37] Mo Werefox: eh ho notato... (c'ha scritto vampiro in testa, difficile non vederlo...)
[13:37] Mo Werefox: un vecchio vampiro
[13:37] Mo Werefox: pure... visto che sei del 2007
[13:37]   XXX xxxxx  : perduta l'anima la scorsa sera
[13:37] Mo Werefox: acci...
[13:37] Mo Werefox: fresca fresca
[13:38]  XXX xxxxx : vero
[13:38]  XXX xxxxx: : adesso sono immortale :-)
[13:38] Mo Werefox: oh bene
[13:38] Mo Werefox: potrai venire sempre
[13:38] Mo Werefox: agli eterni concerti di astral (ok, battutaccia, ma non pensavo la prendesse sul serio)
[13:38] Mo Werefox: :-)
[13:38]  XXX xxxxx: : si
[13:39] Mo Werefox: perchè poi bisogni perdere l'anima per essere immortali...
[13:39] Mo Werefox: questo è un gran quesito (mio tentativo sincero di iniziare un dialogo un po' più serio e di rifarmi della battutaccia di prima che comunque lui non ha colto)
[13:40] XXX xxxxx: : non so mi ha succhiato via tutto il sangue una vampira
[13:41] Mo Werefox: uh
[13:41] Mo Werefox: e hai lasciato fare così?
[13:41] Mo Werefox: doveva essere una gnokka pazzesca (lieve ironia senza cattiveria)
[13:41]  XXX xxxxx: : vero
[13:42]  XXX xxxxx: : è stato dolce
[13:42] Mo Werefox: disse l'ape al fiore (ironia più pesante, comincio a sentirmi pure un po' cattiva)
[13:42]  XXX xxxxx: : vuoi provare?
[13:42] Mo Werefox: no grazie, ho problemi di carie (ormai sono partita, tanto questo non coglie proprio)
[13:42] Mo Werefox: :-)
[13:43]  XXX xxxxx:  :-)
[13:43]  XXX xxxxx: : be il problema di base che adesso sono a secco di sangue
[13:43] Mo Werefox: immagino che questo sia un problema
[13:44]  XXX xxxxx: : è un fatto che ieri sera non avevo preso in considerazione
[13:45]  XXX xxxxx: : capisco
[13:45]  XXX xxxxx: : scusa mi vedi adesso?
[13:45] Mo Werefox: no, non ti vedo
[13:45]  XXX xxxxx: : il nome?
[13:45] Mo Werefox: zì
[13:46]  XXX xxxxx: : ok
[13:46]  XXX xxxxx:  sono i poteri da vampiro
[13:46] Mo Werefox: strabilianti (evito di dirgli che ho almeno tre gesture che fanno lo stesso effetto...)
[13:46] Mo Werefox: come si fa? (voglio provare a essere gentile, ancora e nonostante)
[13:47]  XXX xxxxx: : la tizia che mi ha succhiato mi ha dato un HUD
[13:47] Mo Werefox: figo (come sopra)
[13:48]  XXX xxxxx: : posso fare anche altre cose
[13:48] Mo Werefox: ooh
[13:48] Mo Werefox: tipo?
[13:48]  XXX xxxxx: : nebbia
[13:49]  XXX xxxxx: : per catturare le vittime
[13:49] Mo Werefox: :-) (stavo per dire "doppio figo", ma mi sembrava eccessivo)
[13:50]  XXX xxxxx: : be ciao
[13:50] Mo Werefox: be ciao a te

A questo punto, depressa a sufficienza per l'ennesima dimostrazione che la gente usa in media meno di un quarto della metà del cervello, pure quando si tratta di andar di fantasia (non di calcoli di matematica pura) ho preso la borsa e mi sono alzata in volo. Quale borsa? Quella che userò d'ora in poi per riporre la materia grigia che sezionerò e porterò via a ogni decerebrato che incontrerò in IM. I vampiri succhiano sangue, io tagliuzzerò pezzetti di cervello. Tanto a loro non serve...


Alcool o sesso? Forse meglio rock'n'roll.






Il sesso è come l'alcool: talvolta è un'ubriacatura leggera e divertente. Talvolta ti precipita nel nero. Il bello, per modo di dire, è che non sai che volta sarà, questa volta. Cominci divertendoti, continui giocando e all'improvviso è finito tutto e il vuoto comincia a mangiarti dal di dentro. Scappi, il vuoto ti insegue, ti tallona. Allora ti chiudi in un grosso cappotto rosso, ti accucci, e speri che il vuoto finisca per dimenticarsi di te. 

Il colore è vita, ma l'ombra è misericordia

Qualche volta succede, che qualcuno crei qualcosa e questo qualcosa parli a te. Tu ti metti lì e all'improvviso il tuo subconscio prende forma, e ti spaventi perchè nessuno dovrebbe sbirciarlo così, e meno male sbirciarlo ma metterlo poi in piazza davanti a tutti, un subconscio tutto nudo, con addosso solo il sacco amniotico del Gran Padre Incoscio. Mi succede, con un'opera di Gleman Jun, quando nel preparare la recensione per la sua mostra ad Astral Dreams succede che mi avvicino ad una figurina seduta su una panchina gialla, e avvicinandomi vedo che ha il mio nome in testa, e pure io ho il mio nome in testa, e non capisco come possa essere che tutte e due abbiamo il mio nome in testa. E allora succede che mi siedo accanto a lei, che sono me, e lei/me sta leggendo un libro, o sfogliando un tablet, ma all'improvviso si materializza qualcosa davanti, ed è appunto lui, il figlio del Gran Padre Inconscio.
E' colorato e informe e in movimento, ma mi piace che sia colorato, e mi piace che sia informe e in movimento. Solo che poi arriva un uomo nero, e spinge tutto in un rettangolone dove il colore si mescola e non  è più brillante, come la creatività che deve ingabbiarsi in norme per venir accettata. e così si ferma, e si ferma l'anima e si ferma il respiro, finchè tutto comincia a diventare buio e quadrato e nero, una lista di codici e di parametri che rendono misurabile il mondo. Il colore esplode di nuovo, l'uomo nero arriva ancora, e si inseguono e capisco: abbiamo dentro il buio e il colore. Il colore è vita, sembra dire Gleman. Ma - aggiungo io - l'ombra talvolta è misericordia.
Provo a sbirciare le pagine del libro che la figurina tiene sulle ginocchia, mi sa che è il libro della vita. Ma non si fa leggere. ecco, la figurina sulla panchina ora butta via il mio nome, ne ha messo su un altro, con indifferenza, come una commessa di supermercato. Crudele proprio come la vita, a volte. Non mi resta che farmi abbracciare dalla pagina. 
O dalla vita?








  

lunedì 30 aprile 2012

Can't stop loving you

...e poi chiusi piano la porta dietro di me, quasi con il timore di svegliarlo. Ma non c'era, lo sapevo. I sogni non durano quando il giorno nasce. 
Chiusi la porta sul vuoto, e il vuoto era da entrambe le parti. 




mercoledì 25 aprile 2012

La metaosservazione del giocattolo rotto

Credo che il giocattolo si sia rotto, c@##o!  
Non so bene quando, e come, ma non funziona più, si inceppa in continuazione. Sono triste, e sono arrabbiata, perchè forse sono solo le pile scariche, ma non ho il cacciavite per aprire la scatoletta e controllare 
Non posso far altro che starmene lì a guardarlo, inanime mentre prima sembrava vivo, sembrava che un'anima ce l'avesse.
Sono un po' stranita, e molto addolorata. Il giocattolo si è rotto e non ho più niente da fare.
L'ho sempre pensato che SL è uno strumento formidabile di auto-osservazione. ORa mi osservo mentre osservo.
La metaosservazione del giocattolo rotto 
Davvero ci si ritrova a giocare gli stessi giochi, qui e lì? Si entra qui come in un parco giochi, con gli occhi spalancati per le meraviglie, e si finisce sempre sulla stessa giostra mezza scassata, con quei cavalli di legno dagli occhi vuoti. 
Mmmm... no, non ci sto. Vado in cerca di un cacciavite per smontare il giocattolo e vedere cosa c'è che non va. Al massimo, poi glielo lascio conficcato nel cuore. 









location: http://maps.secondlife.com/secondlife/Westerlay/170/135/804

lunedì 23 aprile 2012

Il libro senza odore



Emozionante, più di quel che pensavo. E' stato emozionante partecipare alla presentazione del mio primo libro SL, sentirne l'interpretazione nella voce di Marjorie, sfogliarne le pagine pur senza sentire l'odore della carta e dell'inchiostro. Mi sono presentata un po' in anticipo, con il vestito di carta per paura di restare senza qualcosa per prendere appunti, ma non ce n'è stato bisogno: una serata bella, limpida e come dicevo... emozionante. Una sola piccola sensazione di vuoto al mio fianco, ma forse era solo un buco nel vestito, è un vestito molto... arioso  


Volete comprare il mio libro, ora, vero? 
Andate qui: http://maps.secondlife.com/secondlife/Crimson%20Isle/36/91/23 e siate generosi, è dura la vita degli scribacchini, oggigiorno. Auguro dieci rotoli di morbidezza a tutti 
Buonanotte! 

Dress: Toilet paper is popular, by Aliza Karu