Visualizzazione post con etichetta sesso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sesso. Mostra tutti i post

mercoledì 14 marzo 2012

Cybersex, ma pensavo fosse un calesse

E così vuoi che ne faccia un post. 
Vuoi che racconti ad una pagina di diario come mi hai presa, appena chiusa la porta, ancora vestita, mentre lasciavo che la passione mi uscisse dal petto e mentre mi nutrivo con avidità del tuo odore, cercando la tua carne. E di come poi mi hai presa di nuovo, e ancora, senza chiedere il permesso e senza il tempo di un respiro perchè non abbiamo tempo, noi. Sospesi nell'indefinito di una nostalgia travolgente per qualcosa che non è mai stato.
Il permesso... chiedi sempre permesso, veramente, anche se poi il menù lo impugni tu e non lo molli. Ti basterebbe una mano per tenermi ferma, per bloccare i miei polsi sottili,  vuoi altro. Vuoi sentirmi in tuo possesso. Che cosa ti sta sfuggendo dalle mani? 
Tu mi prendi, e io mi abbandono a te. Che cosa sono disposta a fare perchè qualcuno si prenda cura di me?
Cercarti in ogni centimetro di pelle sotto le mie dita, sentire il primo orgasmo e il secondo e ancora, che salgono alla gola e escono, anche se la tua mano stringe intorno al collo. 
Non puoi avere dubbi. Forse vuoi solo sentirtelo dire, ma non posso perchè le mie labbra ora sono su di te, il piacere è troppo intenso per la raffinatezza del dire e io devo nutrire la mia eccitazione smodata. Ti voglio al punto che fa male. 
Vieni ovunque, e ti accolgo e ti prendo e ti tengo stretto e ti faccio diventare parte di me, non ti basta, il mio piacere deve essere il tuo, ma il mio dolore?
Vuoi distruggermi per rendermi icona. 
Il tuo bacio in fronte, e lì ti ritrovo.
Ti odio, sei appena uscito e la mia carne ha già fame di te.





domenica 31 luglio 2011

Sole od ombra, purchè mi accolga







Siamo tutti tante puttanelle, che si vendono per uno spazio al sole. 
O per un abbraccio nell'ombra. 

bitch = babe in total control of her




venerdì 18 febbraio 2011

Inseguita da bizzarre creature possedute da un insano desiderio

Il titolo sembra tratto da un film di Lina Wertmuller, lo so. Anche l'atmosfera grottesca ci sta tutta, in quello che mi è capitato l'altro giorno. D'altra parte, mi sta bene, mi sta proprio bene. Me la sono cercata, con tutto quel andare in giro in cerca di land dai nomi disperati, tipo Starvation, Desolation, No Salvation ecc. ecc. 
Ovviamente prima o poi sarebbe capitato, all'ennesimo click su TELEPORT TO DESTINATION di trovarmi in una land oscura più oscura delle altre. Non che mancasse la luce, eh, anzi. Sono atterrata a mezzogiorno vicino a una fattoria ridente, accanto ad un falò scoppiettante con tanta gente intorno a far festa. Solo che.... la gente... non era gente. Erano tanti... mostri, mezzi uomini mezzi animali, per essere precisa: ho realizzato di essere circondata da fauni, licantropi e chimere varie. Insomma, la scena da pic nic cominciava a somigliare ad un incubo, soprattutto nel momento in cui si sono accorti di me e hanno cominciato a fissarmi, avvicinandosi piuttosto minacciosi. Un'occhiata ai molti strumenti strani seminati nei dintorni mi ha convinto che era il caso di darsela a gambe levate, così ho cominciato a indietreggiare velocemente e non mi sono accorta di una grossa buca nel terreno... cielo! Ci sono caduta come una pera matura! Per fortuna l'atterraggio è stato morbido, un tappeto di muschio all'interno di una grande grotta 
Proprio fortuna non è stata... mi sono salvata dai licantropi e dai loro amici ma... GOSH  la grotta era tutto un brulicare di stranissime creature tentacolate, vegetali carnosi e viscidi che hanno cominciato a strisciare verso di me con una velocità vorace. Non ho fatto in tempo a rialzarmi che la prima pianta mi ha raggiunto e ha cominciato a salirmi sulla gamba, dentro i pantaloni    Mi sono alzata di scatto con ribrezzo e l'ho allontanata con un calcio (uff, la mia mania di andare in giro scalza, un paio di stivaloni mi avrebbero fatto comodo in quel momento). Mi  sono appoggiata ad un uovo innocuo tutto verde e lucido, giusto per prendere fiato. Solo che non era un uovo  o meglio, era un uovo trasmutante che mi ha avviluppato in spire unte e scivolose, cercando di inseminarmi . Mi sono liberata anche di lui e ho cominciato a correre in cerca dell'uscita, stando ben attenta a non toccare altro in quel posto dove ogni melma verde poteva prendere vita in qualsiasi momento e usarmi come mezzo di riproduzione. Finalmente sono arrivata in una grotta più piccola, tutta di roccia grigia, e mai il grigio è stato così rassicurante  Aspetto un po': sì, la roccia è veramente roccia, sta immobile. Tiro il fiato, dò un'ultima occhiata alle mie spalle: il verde della grotta sarebbe stato anche piacevole, se non fosse stato per il rimando continuo a liquidi fisiologici... Bene, i vegetali sembrano essere confinati di sotto. Rassicurata, decido di fermarmi un attimo e mi siedo ai piedi di una statua. Scelta infelice: mi serra in un pietroso abbraccio da cui riemergerò solo mezz'ora più tardi, ma i dettagli non li saprete mai 



(pubblicato originariamente in data 19/12/2010)

venerdì 4 febbraio 2011

Discesa agli Inferi - Parte III

Foto di mo_werefoxDopo, mi sono trovata a fissare il soffito, stesa sul letto, la sua mano sul mio ventre. Un anonimo soffitto di una brutta stanza, che aveva come unico richiamo la quantità di pulsanti nel menù delle sexballs. La compagna di giochi con cui pensavo di passare il pomeriggio non s'era fatta sentire, ma solo in quel momento mi resi conto che era passata ben più di un'ora. Ebbi una strana sensazione, non ero abituata a passare tanto tempo con lui. Ricordai vagamente qualcosa che mi aveva detto nei giorni scorsi, un inizio, senza tuttavia essere molto preciso. "Ma come va con lei?" gli chiesi, rompendo il silenzio. "Benissimo, finchè non arrivi tu" rispose ridendo. Tornai al mio silenzio. "E' pazzesco l'effetto che mi fai - riprese lui - mi fai perdere ogni riferimento, non la tradirei mai con nessuna. Ma quando ci sei tu..." Sorrisi, amara. "Tranquillo, non la stai tradendo - l'ipocrisia delle mie parole mi feriva, insopportabile come il rumore delle unghie sulla lavagna - Nessuna avatarina ha motivo di temermi. Non realmente." Il soffitto bianco ora abbagliava. All'improvviso si alzò e cominciò a vestirsi. Scappò via con un "Scusami, devo andare". "Richiamato all'ordine" pensai tra me e me, e mi venne da ridere, senza alcuna malizia. Sorrisi, affondando la testa nel cuscino. Ecco, ora mi sentivo un po' come quelle libere professioniste che di libero in fondo hanno poco. Proiezione? Compensazione? Identificazione? Boh. Ogni tanto il mio spirito libero è piuttosto condizionato. Piuttosto tanto. Tornai a guardare il soffitto: si stava avvicinando pericolosamente, ora, e scappai.








(pubblicato originariamente in data 09/06/2010)