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mercoledì 25 aprile 2012

La metaosservazione del giocattolo rotto

Credo che il giocattolo si sia rotto, c@##o!  
Non so bene quando, e come, ma non funziona più, si inceppa in continuazione. Sono triste, e sono arrabbiata, perchè forse sono solo le pile scariche, ma non ho il cacciavite per aprire la scatoletta e controllare 
Non posso far altro che starmene lì a guardarlo, inanime mentre prima sembrava vivo, sembrava che un'anima ce l'avesse.
Sono un po' stranita, e molto addolorata. Il giocattolo si è rotto e non ho più niente da fare.
L'ho sempre pensato che SL è uno strumento formidabile di auto-osservazione. ORa mi osservo mentre osservo.
La metaosservazione del giocattolo rotto 
Davvero ci si ritrova a giocare gli stessi giochi, qui e lì? Si entra qui come in un parco giochi, con gli occhi spalancati per le meraviglie, e si finisce sempre sulla stessa giostra mezza scassata, con quei cavalli di legno dagli occhi vuoti. 
Mmmm... no, non ci sto. Vado in cerca di un cacciavite per smontare il giocattolo e vedere cosa c'è che non va. Al massimo, poi glielo lascio conficcato nel cuore. 









location: http://maps.secondlife.com/secondlife/Westerlay/170/135/804

venerdì 16 marzo 2012

Per quasi ogni fine c'è un inizio.

Qualche volta è bene dire basta. Mettere la parola fine. Cambiare registro. Cambiare vita, cambiare casa, cambiare città, cambiare partner, cambiare mutande. Oppure cambiare solo il proprio atteggiamento, e decidersi a vivere. 
Non è facile, anzi, è molto difficile, inutile negarlo. Inutile per questo pretenderlo dagli altri, quando ciascuno di noi trova comoda la propria cuccia e fatica a lasciarla. E' innegabile, per quanto stretta sia la gabbia che abitiamo, è pur sempre casa. Per quanto ristrette le nostre vedute, sono le nostre. Per quanto doloroso quello che proviamo, è pur sempre qualcosa, meglio di niente.
Bisogna allora lasciare che arrivi il momento. 
Il momento in cui si capisce che è proprio quello, il momento. Fine
Sono nella nuova soffitta che ho affittato, ho messo un canale di musica soft e me ne sto sul tappeto, davanti al fuoco, con una serie di libri che tanto non leggo, perchè sono immersa nei pensieri. Non è esatto, non sono immersa nei pensieri, piuttosto guardo davanti a me senza guardare, fissando una meta che è solo in testa, e neanche tanto chiara. Ho pochi pensieri, e forse questo è un altro segnale che è ora di passare all'azione. 
Prima magari cambio mutande. 





mercoledì 14 marzo 2012

Cybersex, ma pensavo fosse un calesse

E così vuoi che ne faccia un post. 
Vuoi che racconti ad una pagina di diario come mi hai presa, appena chiusa la porta, ancora vestita, mentre lasciavo che la passione mi uscisse dal petto e mentre mi nutrivo con avidità del tuo odore, cercando la tua carne. E di come poi mi hai presa di nuovo, e ancora, senza chiedere il permesso e senza il tempo di un respiro perchè non abbiamo tempo, noi. Sospesi nell'indefinito di una nostalgia travolgente per qualcosa che non è mai stato.
Il permesso... chiedi sempre permesso, veramente, anche se poi il menù lo impugni tu e non lo molli. Ti basterebbe una mano per tenermi ferma, per bloccare i miei polsi sottili,  vuoi altro. Vuoi sentirmi in tuo possesso. Che cosa ti sta sfuggendo dalle mani? 
Tu mi prendi, e io mi abbandono a te. Che cosa sono disposta a fare perchè qualcuno si prenda cura di me?
Cercarti in ogni centimetro di pelle sotto le mie dita, sentire il primo orgasmo e il secondo e ancora, che salgono alla gola e escono, anche se la tua mano stringe intorno al collo. 
Non puoi avere dubbi. Forse vuoi solo sentirtelo dire, ma non posso perchè le mie labbra ora sono su di te, il piacere è troppo intenso per la raffinatezza del dire e io devo nutrire la mia eccitazione smodata. Ti voglio al punto che fa male. 
Vieni ovunque, e ti accolgo e ti prendo e ti tengo stretto e ti faccio diventare parte di me, non ti basta, il mio piacere deve essere il tuo, ma il mio dolore?
Vuoi distruggermi per rendermi icona. 
Il tuo bacio in fronte, e lì ti ritrovo.
Ti odio, sei appena uscito e la mia carne ha già fame di te.





mercoledì 29 febbraio 2012

La consapevolezza dell'Avatar

I pixel ebbero un sussulto e la consapevolezza arrivò come arrivano i brividi dell'influenza. Non so se gli avatar abbiano un'anima, ma una sorta di consapevolezza talvolta sì, ce l'hanno. La consapevolezza della propria immaterialità, che acquista il doloroso gusto della levità estrema.  La consapevolezza di essere incorporei, poco più di un alito, nemmeno un fantasma. Tendo la mano e scompare essa stessa nel vuoto. Il vuoto non esiste, mi dicono. Sarà, ma intanto si è mangiato la mia mano. 
La consapevolezza dell'inconsistenza, davanti alla Vita. 
Mi piego su me stessa, e mi sento bambolina voodoo. Allora spalanco le braccia, espongo il petto. Avanti, c'è posto per gli spilloni. 




sabato 4 febbraio 2012

Time to shut down

Ha deciso che i suoi neuroni le servono tutti, la stronza. 
"Ti rifarai dopo, ridammi tutto". Ti rifarai dopo, e intanto sono costretta nel grigio del no-rez, con la home nel buco nero che c'è al posto del mio bel loft, visto che non ho potuto pagare l'affitto, con gli stessi abiti e gli stessi capelli da settimane - e questo è il vero orrore. 
Sospesa nell'infinitudine di pixel precari, quando si degnerà di riaccendere la luce sarò così vecchia che nel frattempo saremo al Viewer 20 e avrò l'aspetto terribile di un outfit di default.
Per mantenere il chi sono, non mi resta che innaffiare i ricordi. Di lacrime? No, di starnuti. Sono allergica ai fiori. 




venerdì 6 gennaio 2012

Ti amerò nel vuoto


Mi volto verso il letto, ma è vuoto. Non so cosa speravo. Veramente lo so. Speravo di vederti ricomparire lì dove ti avevo lasciato, fra le lenzuola stropicciate a cui ho rubato il tuo profumo fino all'ebbrezza.



Il caminetto è acceso, ma fa freddo dentro di me. Sarà un lungo inverno. La radio canta Get here. Parole che vorrei pronunciare anch'io, ma ti avvicinerebbero davvero a me? Esiste una distanza pari a zero? No, in assoluto non esiste, se la matematica ha ragione. Esisterà sempre un qualcosa, tra A e B. Tra Mo e Me, tra Me e Te. Se invece ha ragione la fisica, allora non esiste la separazione, ma solo ininterrotte catene di materia che ci legano indissolubilmente. Che cosa mi strugge di più? 
Who wants to live forever, ora. 




Oh, fuck! Non è il titolo di una canzone, questo. La colonna sonora dice I want it all. Allungo le gambe sotto il tavolo, allungo le braccia oltre la testa e le spalle, voglio stirare ogni fibra muscolare fino a farne uscire ogni traccia di me e ogni ricordo di te. 
Ti amerò nel vuoto. 


Raccolgo le mie cose, chiudo la porta e torno alla festa. 



mercoledì 7 dicembre 2011

Il Verbo e la geometria

Io non sono il Verbo, e quindi non mi incarnerò. 
Non ho missioni da svolgere, non ho salvifici proponimenti. Anzi, i miei proponimenti sono minimi, trascurabili dai più. Talvolta li trascuro io medesima 

Quindi, poichè non sono il Verbo e, a differenza di tanti altri avatar, non mi sento neanche il Padreterno, resterò avatar. Resterò della materia dei sogni, resisterò alla tentazione di svelarmi, come se avessi davvero qualcosa da svelare, poi...
L'immersività dal punto di vista della dissociazione. Un gioco di parallele, rette che non si incontrano, a meno di cambiare il coefficiente angolare, ma a quel punto non è più un gioco di parallele e non so se mi piace. Certo, la retta è un attimino rigida, strutturalmente parlando, anche se come infinita successione di punti è pure estremamente indeterminata nella sua essenza. Siamo tutti indeterminati, nella nostra essenza. 
Tuttavia, questa è la prospettiva di Mo. Ora mi chiedo solo... chi è la demente che gioca a MonsterWorld sul mio account FB? 





giovedì 25 agosto 2011

L'esercito di SL






Ma che cosa siamo in fondo, io e te, se non altri due soldatini inutili di quel ridicolo esercito che lotta con armi spuntate contro una frustrazione che siamo troppo ignavi per affrontare?
Buffi esseri a cui solo la misericordia restituisce dignità.

venerdì 12 agosto 2011

liberami dal male

Tirai fuori dal cassetto il collare di metallo. Lo tenni in mano: era pesante, ma meno pesante del mio cuore. Lo guardai un attimo, prima di chiuderlo con uno scatto intorno al mio collo. Il rumore della serratura mi percorse la carne come un brivido. Respirai a fondo, quanto me lo permetteva quel cerchio freddo, e con il respiro scivolò  via l'anima. 
Diedi un'ultima occhiata a quella capanna accogliente che mi aveva custodito. Spinsi sul bottone Teleport e mi lasciai andare al vortice nero. Era l'ultimo atto volontario che compivo, quella notte. Lo sapevo, e non mi importava.




martedì 2 agosto 2011

Il peperoncino nei... pantaloni. Ovvero, troppa aria gonfia.

L'ho sempre detto che SL è un incredibile osservatorio faunistico, ci si trova di tutto. Una delle specie più comuni, un po' come il prezzemolo o la gramigna per il mondo vegetale, è il tu-non-sai-chi-sono-io. E' la versione ulteriormente volgarizzata del Lei-non-sa-chi-sono-io di italica memoria. Gli esemplari in questione passano direttamente al tu perchè avrebbero dei seri problemi di congruenza a parlare in terza persona (mi immagino il loro dilemma interiore: Lei? ma se è un Lui? ma Lui chi? maiuscolo poi? oddio... vuoi vedere che è Dio? ma no... è femmina... allora Lei....
Si presenta in varie versioni, in varie occasioni. Lavorando nel dietro le quinte ad Astral Dreams ho avuto occasione di vederne più di uno, anche se per fortuna non devo curarmeli tutti come la CEO (Katy ti amooo).
Per esemplificare, vi racconto un episodio, ma ce ne sarebbero tanti, tutti uguali. Allora, stavo finendo un giretto per negozi, prima di arrivare al concerto ad Astral (una divina Lisa Brune in programma dalle 22.30 alle 23.30). Mi attardo un attimo a provare in solitaria pace un completino strappamutande niente male, quando si apre la chat di gruppo aziendale di Astral. Il signor X (scusate se non c'è il nome ma il fatto è che a me gli arroganti e i palloni gonfiati escono proprio subito dalla testa... è più forte di me, passano e me li dimentico, come una zanzara in una sera d'estate), il signor X dicevo, perchè tanto non è che un signor X,  esordisce gridando (in arancione le mie riflessioni, N.d.R.):



[13:55 SLT, 22.55 ora italiana] X Dj: RAGAZZI IO  DOVREI SUONARE ALLE 23:30
[13:56] X Dj: MA NN MI Fà TIPPARE DA VOI (ragazzi a chi? vabbè, questa facciamogliela passare, siamo tutti fratelli in fondo)
[13:57] Mo Werefox: ciao
[13:57] Mo Werefox: asp che chiedo (nonostante le difficoltà tecniche di SL ieri sera, riesco a rispondergli in un minuto, l'avete notato?)
[13:57] X Dj: WEWE
[13:57] X Dj: NESUNO
[13:58] X Dj: VABBè
[13:58] Mo Werefox: non hai il LM=
[13:58] Mo Werefox: ?
[13:59] X Dj: DAL LANDMARK
[13:59] X Dj: . ù
[13:59] X Dj: NN MI Fà TIPARE
[14:00] X Dj: BHO
[14:02] X Dj: VABBè
[14:02] X Dj: SERATA ANNULLATA
[14:03] X Dj: CIAOO  ma.... non ho avuto neanche il tempo di ribattere! aspetta un attimo eh che fretta... devi correre anche tu a votare per il debito pubblico americano?)
[14:03] Katy60it Cyberstar: .
[14:03] Katy60it Cyberstar: .
[14:03] Mo Werefox: sto parlando con la manager
[14:03] Mo Werefox: ma no....
[14:03] X Dj: COME MA  NO
[14:03] X Dj: EH GIOCHIAMO IO ANCORA MI DEVO PREPARARE (azz... scusa scusa scusa mi sono tippata subito ad Astral - toh... il mio LM funziona....  sto scrivendo alla CEO per avere istruzioni, ma siamo in pieno concerto e c'è il full, giuro che poi ti aiuto a scaricare le casse e il mixer anzi guarda, lo faccio io da sola, direttamente, non vorrei mai che ti rovinassi il lavoro della manicure con la fatica fisica 
[14:04] Mo Werefox: un attimo di pazienza... c'è un concerto adesso e c'è un po' di casino
[14:04] Mo Werefox: non riesco a capire perchè non riesci a tipparti
[14:04] Mo Werefox: ho allertato la manager... ora ti contatta
[14:04] X Dj: GRAZXIE
[14:05] X Dj: OK OK (troppo buono lei */me si inchina con reverenza)



Osservate bene gli orari... alle 14.04 gli ho riferito di aver contattato Katy. Alle 14.03 Katy lo contatta in IM. Se questa non è efficienza.... Il dialogo continua nel seguente modo:


[14:03]  Katy60it Cyberstar: ciao
[14:04]  Katy60it Cyberstar: hai scritto nel gruppo ke devi suonare ad astral dreams?
[14:04]  X Dj: NN HO SCRITTO MI HANNO DETTO ALLE 23:30 DI VENIRE A SUONARE è DIVERSO
[14:04]  X Dj: LA COSA (è vero Katy... è diverso... Lui è stato CHIAMATO, Lui è l'Unto, COME HAI FATTO A NON CAPIRLO???? COME HAI FATTO A NON RICONOSCERLO? )
[14:04]  Katy60it Cyberstar: ki ti ha contattato?
[14:05]  Katy60it Cyberstar: sei un dj?
[14:05]  X Dj: OK ?
[14:05]  X Dj: ?
[14:05]  X Dj: ASCOLTA IO SN UN DJ PROFESSIONISTA
[14:05]  X Dj: QUI
[14:05]  X Dj: NN SI GIOCA (che sia chiaro, SL non è un gioco )
[14:05]  X Dj: IO
[14:05]  X Dj: HO PARLATO
[14:05]  X Dj: CN L'OWNER
[14:05]  X Dj: .
[14:05]  X Dj: è MI HA RIKIESTO UNA SERATA
[14:05]  X Dj: LATINA
[14:05]  X Dj: NN  MI PIACE GIOCARE (azz che serietudine... un DJ tutto d'un pezzo. comincia a farmi paura. Scommetto che non soffre neanche il solletico )
[14:05]  X Dj: CMQ
[14:05]  X Dj: NN SI Fà PIù (lo dice per la seconda volta in 3 minuti... che si aspetti qualche supplica lacrimevole in ginocchio sui ceci? )
[14:06]  Katy60it Cyberstar: cosa nn si fa pi
[14:10] Katy60it Cyberstar: ù?
[14:06]  Katy60it Cyberstar: il problema dovè?
[14:06]  Katy60it Cyberstar: qualè?
[14:07]  X Dj: ASCOLTA
[14:07]  X Dj: SE SI DEVE FARE SERATA
[14:07]  X Dj: MI TIPPI
[14:07]  X Dj: è OK IO MI PREPARO
[14:07]  X Dj: SENNò
[14:07]  X Dj: NULLA
[14:07]  Katy60it Cyberstar: ti tippo
[14:07]  Katy60it Cyberstar: al momento c'è un concerto cmq
[14:07]  Katy60it Cyberstar: ke finisce verso le 23.30
[14:07]  X Dj: ALLORA TIPPAMI ALLE 23:30
[14:07]  X Dj: INTANTO MI PREPARO
[14:08]  Katy60it Cyberstar: ti passo il lm
[14:08]  Katy60it Cyberstar: ke facciamo prima
[14:08]  Katy60it Cyberstar: se arrivi bene
[14:08]  Katy60it Cyberstar: altriemnti sarà x un'altra volta :)  (nooooo Katy nooooo che hai fatto.... dov'è la supplica lacrimevole in ginocchio sui ceci? come faremo se non viene? chi metterà la musica che solo lui può darci? e cos'è quel sorriso? starai mica cercando di stemperare il pathos??? noooo non si fa, è un superUomo lui, il dramma è la sua vita! OMG....)
[14:08]  Inventory item offered
[14:08]  Katy60it Cyberstar: arrivato?
[14:09]  X Dj: ASCOLTA CARISSIMA NN PARLI CN UN RAGAZZINO (ecco... lo sapevo... abbiamo aperto le cataratte... l'ira funesta degli dei ora si abbatte, e non c'è nemmeno il Pelide Achille )
[14:09]  X Dj: IO LO FACCIO DI POROFESSIONE IN RL
[14:09]  X Dj: HAI CPT
[14:09]  X Dj: QUINDI INFORMATI PRIMA DI PARLATRE
[14:09]  X Dj: GRAZIE
[14:10]  Katy60it Cyberstar: la cosa è reciproca caro
[14:10]  X Dj: PARLERò CN I DIRETTI SUPERIORI TRANQUILLA (uuuuh mai visto Katy così spaventata.... ora Jack la butterà nel fuoco eterno che brucia sotto Astral Dreams... verrà punita per non aver riconosciuto e accolto come si merita un UOMO che di POROFESSIONE fa il DJ in RL e che bontà sua ci avrebbe degnato della sua presenza da imperatore delle sette note. Katy perderà la sua prestigiosa professione con la quale mantiene una famiglia allargata di 12 componenti, saranno tutti costretti a mangiare pane e pixel sotto i ponti di Astral, ma se lo merita perchè l'errore commesso è oltraggioso oltre ogni dire, come si fa a non riconoscere dal dlin dell'IM che quello non è un avatar normale, che dietro ogni avatar c'è una persona ma in questo caso c'era un semi-dio??? )
[14:12]  X Dj: LA SERATA è RINVIATA (magnanimo, è passato da Annullata a Rinviata)
[14:12]  X Dj: GRAZIE (perchè mi suona lievemente sarcastico questo grazie? che non sia rimasto contento? )
[14:12]  Katy60it Cyberstar: a te
[14:12]  X Dj: PUOI DIRLO AI OWNER
[14:12]  X Dj: CIAO


Ecco.. in questi casi viene da dar ragione a chi parla della vita virtuale come di un posto per sfigati che hanno bisogno di gonfiare l'Ego che in RL è piuttosto mingherlino... Perchè questo sarà pure il più grande DJ della terra e non un semplice metti-disco-che-ballo, ma... rimane un ometto piccolino anzichenò. Peccato. Fosse stato un po' meno tronfio, avrebbe scoperto una bella persona come Katy e uno staff disponibile e collaborativo. Oltre ad un pubblico meraviglioso di gente normale, ovviamente 

La (second) vita è un film

In SL tutto passa attraverso l'intenzionalità. Si può decidere ogni atto, anzi, bisogna decidere ogni atto, sceglierlo e anche quando si delega la scelta, la delega è volontaria e consapevole, altrimenti non funziona. Non funziona proprio, non va la macchina.
Che poi non si sia sempre consapevoli perfettamente degli esiti e delle conseguenze, questo fa parte della natura umana, ma è un altro discorso.
In SL basta un clic per togliersi da qualsiasi situazione, o per mettervicisi.
Terreno ideale per osservare pulsioni e motivi e bisogni, propri e altrui.
Vado a prendere i popcorn, aspettatemi 


domenica 31 luglio 2011

Sole od ombra, purchè mi accolga







Siamo tutti tante puttanelle, che si vendono per uno spazio al sole. 
O per un abbraccio nell'ombra. 

bitch = babe in total control of her




sabato 30 luglio 2011

Tra mantide e farfalla

Talvolta SL diventa l'espressione grafica di un viaggio tutto interiore. I luoghi che si cercano, le persone che si frequentano sono scenari e attori di una trama sconosciuta, che si interseca alle dinamiche esistenziali da cui siamo percorsi e che si svelano ai nostri stessi occhi. Non tutti i luoghi della nostra interiorità sono eden da riscoprire, e SL è maestra nel metterci davanti ad abissi di meschinità e a laghi di cristallina fragilità. Ci specchiamo, e l'avatar rimanda la nostra anima. Cerchiamo di catturarla, ma come farfalla vola via e si nasconde in una palude melmosa come le nostre miserie. L'uscita dal fango è lenta e faticosa, dolorosa come i morsi di sanguisuga. La rincorsa verso la farfalla è frenetica, fino a perdersi in un deserto di sassi. Ne prendiamo in mano un paio, e sono le dure, spigolose piccole realtà che ci compongono. Spicchiamo il volo per innalzarci al di sopra di noi, fra spiriti bianchi e puri aleggia un angelo nero: siamo ancora noi. Risate e lacrime si mescolano come leggerezza e tormento, nell'alternarsi di scenari suburbani e castelli incantati. Ho bisogno di consumare esperienze, come una mantide che vuole mangiarsi la farfalla perchè ha troppi colori, ha l'intensità della vita in sè e l'intensità se è troppa fa male.
Incrostata dal fango, lacera per le guerriglie interne, con una nuova luce negli occhi e la fronte alta. I capelli scarmigliati e i seni dritti. Sono veramente io questa, o posso difendermi dietro l'anonimità del gioco e l'alienazione del personaggio?


sabato 9 luglio 2011

La pelle e il volto

Di nuovo elfo. Di nuovo piccola e bianca, in un mantello troppo grande. Di nuovo la mia solitudine fredda a stringere il cuore. E' crudele, la solitudine: lo stringe tanto fino a rattrappirlo e renderlo inutilizzabile.
Il pesante cancello dice che non ho il permesso di toccarlo, ma lo apro incurante, come chi pensa di non aver più nulla da perdere. Ho bisogno di raggiungere la madre che sta al di là dell'inferriata.
Eccomi...dall'altra parte delle sbarre. Riuscirò ad aprirle di nuovo? Prigioniera di me stessa.
Cielo, è una madre dal volto severo e dalle braccia di marmo. Non potevo trovare rappresentazione più fedele del mio SuperIo.
E tutto per una sola volta che avevo ceduto... per una sola volta, avevo lasciato andare il cuore e le forze erano perdute, la volontà allontanata e ridotta a brandelli, mentre l'ambivalenza prendeva ogni angolo libero nell'anima e la verità fuggiva per sempre. Per una sola volta...
Mi allontanai rapida, il freddo era già dentro di me e la mia pelle trasudava perle di ghiaccio.
Mi accostai all'acqua di una piscina piccola e sontuosa, neanche l'ombra di un fuoco per scaldarsi.
Mi specchiai nell'acqua chiara e compresi. Compresi che ero lì, intera, benchè quella fosse un'altra pelle, un'altra faccia. Esisteva da prima, nascosta? Si era creata dall'incontro con quell'aria, dal nulla? Aveva trasformato la materia precedente? Modellata con forze ignote? Non lo potevo sapere, probabilmente. Ma mi ero affezionata anche a questa pelle, a questo volto, a queste cicatrici, a questa fragilità. Allungai la mano verso il riflesso, agitai piano l'acqua per romperlo in mille frammenti e moltiplicarlo.

Un IM si aprì, una battuta, un saluto sull'aria tiepida di un piccolo affetto. Una risata sciolse il nodo, le lacrime scorrevano finalmente, lavando via tutto quel bianco perlaceo, lasciando respirare di nuovo la mia pelle.

mercoledì 6 luglio 2011

Il dovere chiama. Rispondete.

Mi sfilai i grossi occhiali scuri e li appoggiai al tavolo. La luce mi ferì gli occhi, ma fu un attimo. Non avevo molto tempo. Gli scarponi pesanti finirono di lancio sul pavimento, uno da una parte e uno dall'altra. Mi spogliai, lentamente come se questo potesse allungare i minuti. Liberai dalla fatica ogni movimento, rendendolo meccanico. Talvolta, togliersi l'anima insieme agli abiti è l'unico modo per andare avanti. Indugiai sul piercing alle labbra, lo osservai un momento allo specchio, poi tolsi anche quello. Scrostai dalla pelle, con le unghie, il tatuaggio che la ricopriva per tre quarti. La pelle si ricompose, setosa e immacolata. Dovevo essere perfetta. Aprii l'armadio, direttamente nella parte degli abiti eleganti. Una colonna sonora malinconica mi accompagnava. Patsy ha sempre la musica più adatta. Scelsi il nero, lungo, trasparente e impeccabile. Solo una collana di perle sul collo lungo. Infilai con cura le mutandine, praticamente inesistenti. Possono essere tremendamente visibili, le cose praticamente inesistenti, se sono sistemate male. Aderirono perfettamente invece, si incollarono alla carne pronte a ricevere la carezza della gonna di velo. Cominciai ad infilare le lunghe calze velate, ma cambiai idea e le lasciai scivolare a terra. Gambe nude, volevo sentire l'aria calda dell'estate soffiare da sotto e cercare la via del cuore. Infilai anche le scarpe, di morbida pelle, con tacco altissimo. La dignità di chi guarda alle cose dall'alto... sarebbero bastati i tacchi, a conservarla?
Mi fasciai le mani e le braccia con i guanti lunghi, morbidissimi, quasi impalpabili... eppure lì a proteggermi da contatti impuri.
Ecco... ero pronta. Come vittima sacrificale, mi avviai in algida bellezza, senza permettere un moto alcuno alla mia anima.
La porta dei grandi magazzini si aprì. La corsa ai saldi era cominciata.