Visualizzazione post con etichetta second life. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta second life. Mostra tutti i post

domenica 31 luglio 2011

Sole od ombra, purchè mi accolga







Siamo tutti tante puttanelle, che si vendono per uno spazio al sole. 
O per un abbraccio nell'ombra. 

bitch = babe in total control of her




sabato 25 giugno 2011

Santo Lag e don Crash



Due piccoli mali affliggono i residenti di SL, fastidiosi come il pezzetto di insalata che rimane fra i denti prima di una riunione di lavoro o durante una cena romantica (vabbè ma così imparate a ordinare sempre insalatine,  inseguendo sciocchi stereotipi salutistici che in certe occasioni potrebbero essere ignorati ).
Per tornare ai nostri mali, queste emorroidi virtuali si chiamano LAG e CRASH. Non ne darò una descrizione tecnica, per la quale rimando ai vari wiki, ma piuttosto una descrizione fenomenologica, con l'intento di trovare il significato esistenziale di questi eventi critici. Sono convinta infatti che in ogni cosa o evento o persona ci sia un lato positivo. E' il principio di Pollyanna, lo so, ma finora ha funzionato quasi sempre.
Per quanto riguarda il primo fenomeno, il Santo Lag, esso dipende da molti fattori, può essere questione individuale o di gruppo, un po' come la psicosi. In effetti si potrebbe parlare di psicosi da lag, che talvolta assume dimensioni collettive, specialmente in occasione di eventi. Poco male, comunque: un qualsiasi niubbo impara velocemente a non cambiarsi d'abito o di capelli in zone laggose, o durante una festa affollata, pena una nudità imbarazzante anche da bamboli   Ora che ci penso... quanto è sociologicamente interessante il bisogno di sentirsi in ordine... merita ulteriori riflessioni.
Ma andando oltre, fra gli esiti del lag possiamo annoverare l'impossibilità di ballare con il/la propria/o bella /o, una visione grigia e rarefatta del mondo, un anormale ritardo tra pensiero e azione che permette di fare SIT, andare a prendere un caffè (al bar in piazza, non in cucina), fare il giro dell'isolato, tornare e trovarsi ancora in piedi. Uno dei rimedi consigliati è quello di girare nudi, calvi e scalzi come mamma Linden ci ha fatti. Ma oltre a essere poco efficace, un metodo come questo pone il problema supplementare del curare, a quel punto, le frustrazioni di gnokke e gnokki che hanno perso giorni per sistemare ogni singolo prim della loro capigliatura...
Certo che... a questo proposito... ricordo alcune cacce agli Xploder con l'abbigliamento ridotto all'osso, ad attendere che il maialino o il sacchetto o il vaso di linden si decidessero a comparire... bei tempi andati! 
E' vero che il lag può risultare irritante, tuttavia può aiutare a riscoprire un significato al di là delle apparenze. E' la tesi della Setta del Lag, geniale accolita di seguaci che "scruta i suoi misteri per conoscerlo e apprendere il suo inappellabile disegno...". Sono davvero fantastici, questi discepoli convertiti alla via della lentezza, documentano le diverse manifestazioni del Lag con la scrupolosità di monaci miniaturisti. Il Lag è soprannaturale, lungi dall'essere semplice sintomo di questioni tecniche, è messaggio dalla portata cosmica che indica un destino misterioso. La pazienza è la via mistica che condurrà all'illuminazione, ricordatelo, avatar di ogni mondo virtuale!
Benchè abbia qualche tratto in comune, il Crash è fenomeno diverso e comporta la rottura dell'immersività. A nulla vale schiacciare furiosamente i tasti del mouse, il crash ti sorprende nel mezzo di una chiacchierata interessante e ti accorgi ad un certo punto di parlare da solo, il che può essere un utile esercizio di autoriflessione ma santo cielo proprio ora che mi stava per dare il suo numero di cellulare...
Il crash ha una componente puritana in puro stile vittoriano, è lo strumento di censura più crudele che sia stato inventato nel Metaverso. Provare per credere: se vi trovate su palline di coppia, la probabilità di un crash sale in misura proporzionale alla sconcezza di quello che state facendo e naturalmente al coinvolgimento...
Il problema è poi rientrare, se non avete settato Home in luogo realmente privato... 
Il crash in teoria dovrebbe essere meno frequente del Lag, dato un sistema che coincida con i requisiti fissati dalla LL. Ma le cose non sono così semplici, anche qui c'è una multifattorialità interveniente. A me capita spesso, ultimamente, il crash, ed ho il sospetto che c'entri qualcosa la nuova versione del Viewer... mi par di capire che non sono la sola a soffrirne, e sono stata per giorni a struggermi nella ricerca di una spiegazione. Perchè nelle piccole o grandi disgrazie umane, il problema non è l'evento in sè, quanto la spiegazione che ci diamo dell'evento. Un evento senza spiegazione turba molto di più, non siamo preparati a convivere con l'insicurezza. Insomma, scartabellavo blog e wiki e forum, confrontavo parametri, dati tecnici e numeri ostrogoti... senza cavare un ragno dal buco, nè sangue dalla rapa. Stavo per concludere che non ci sono più le mezze stagioni, e non c'è più neanche la SL di una volta, quando.... ho trovato. Un brillante quanto irritato compagno di sventura, dall'altra parte del mondo ha filosoficamente notato che probabilmente c'è un disegno dietro tutto questo.... un disegno per cui lo spirito paternalistico della LL si preoccupa della nostra salute ed ha inventato il crash come terapia per la SL addiction.... non è fantastico, sentirsi così protetti?  e c'è chi parla di sordo sistema dittatoriale..... ingrati 






venerdì 22 aprile 2011

Era una serata perfetta per meditare sulla magia del mondo



E così... quella era Stonehenge. L'originale, la versione intatta, forse. Il dubitativo è d'obbligo per quel posto del mistero, dove il senso del tempo si inabissa oltre la Storia e il cerchio della Vita sembra tornare all'Origine.  Raggiunsi uno dei megaliti nel circolo esterno e mi stesi.
La pietra fredda sulla pelle della mia schiena contrastava con l'aria già calda di quella sera primaverile. Una solitudine soffice allagò piano il mio cuore e la mia mente, e i pensieri cominciarono a partire. La colonna sonora era decisamente rock, ma le pietre millenarie accoglievano tutto, assorbivano anche l'energia negativa della mia fatica di vivere e generose restituivano il potere del mistero. Il soprannaturale e il trascendente. Il rock mi legava alla terra, la pietra mi innalzava all'Infinito. Che combinazione.... rock e pietra sono dello stesso materiale, in inglese... the rock tied me to the ground, the rock lifted me to the infinite... 
Il cielo era pieno di stelle, il mare rifletteva. Era una serata perfetta per meditare sulla magia del mondo.

Non c'è il mare a Stonehenge. No? Ma questo lo credete voi, invece nella mia Stonehenge il mare c'è. Eccome. Vabbè, non è la mia Stonehenge, è la Stonehenge di MarkWD Helendale. Ma sta lì... sta nel nostro mondo, e quindi è un po' di tutti, è un po' anche mia. Andate a visitarla, e sarà un po' anche vostra. Ma.... non portate via le pietre per ricordo 


domenica 17 aprile 2011

Il corredo di mamma Linden

Mi sono decisa. Arrivata alla versione 2.5eqcs, l'ho installato. Il temibile Viewer2. Quello schifato dai miei amici builder, snobbato dagli amanti degli Alternatives o Third-Parties e temuto da quelli come me che hanno come preoccupazione principale quella di perdere tutto l'inventory in un sol colpo, o di non trovare i comandi ormai familiari (magari in situazioni di emergenza ). Dopo qualche settimana di apprendistato, necessaria per riapprendere le cose che prima facevo in automatico, mi sono data all'esplorazione del corredo di base, quello che mamma Linden non nega ad alcuno. 
E così oggi li ho provati tutti, gli outfit standard che trovate in inventory appena vi registrate. Solo ho mantenuto le mie forme, perchè la prima skin di corredo che ho provato integralmente mi dava talmente l'aria da niubba che l'AO mi si è staccato da solo, per disperazione. 
Non intendevo, all'inizio, provarli proprio tutti, ma il primo non era male, il Female Action:






Con il secondo, Cosplay, ho provato anche i capelli. Bah... se piace il genere... l'unica cosa che salverei sono gli stivali di gomma rosa:




L'outfit da Student fa un po' troppo campus americano, però non è male:




Carino il Bollywood: oddio, il sari assomiglia vagamente al mio copridivano, ma insomma...





Il Goth non ha niente di che, un completino nero e bianco che fa molto giornata in ufficio...




Per la Fantasy mi aspettavo almeno un paio d'ali, invece solo un vestitino simil-medievale:






Per la versione Cyborg ho dovuto indossare anche la skin, ma dovevo pensarci: non ha vestiti, il cyborg, o meglio li ha cuciti direttamente sull'hardware... In compenso ha di default un coltellaccio (incluso proprio, cioè attaccato alla mano stile edward-mani-di-forbice) utile anche davanti ad una torta di matrimonio, come vedete:




La Rocker mi dava vagamente l'aria di Gianna Nannini qualche decina di anni fa:




Ultima... ho voluto provare la donna media (sic!). 




Pantaloni, camicetta sobria e scollata al punto giusto, cioè poco, mocassini orrendi color testa di moro ai piedi, capelli castani che non vedevano il parrucchiere da almeno una luna. A quel punto, temevo più che mai di indossare shape e skin di ordinanza.... no, dico: con tutta la fatica che faccio per trasmettere all'av i miei desiderata, le proiezioni dei miei stati interiori.... e poi trovarsi con la stessa immagine che lo specchio mi rimanda ogni mattina?? 
Mi è rimasta però la curiosità: ma la skin average.... ce l'avrà la cellulite? Almeno un po'? 








La location del servizio fotografico naturalmente è ad Astral Dreams

lunedì 7 marzo 2011

Politically correct? no grazie

Mo mi sono stancata di fare la lagna. Prima o poi per fortuna succede. Si va giù giù giù, sbatti il sedere sul fondo e fa ancora più male ma poi non puoi far altro che tornare su. Nel giorno esatto del mio secondo Rez Day ho mandato tutto a quel paese, mi son ripresa in mano la second vita, ho fatto click su un punto qualsiasi di Zyndra e ho scopato furiosamente il primo avatar che ho incontrato senza nemmeno chiedermi in che lingua mugolasse.
Con un sospiro liberatorio come un orgasmo sono tornata la stronza dell'inizio.
L'ho lasciato sul letto anonimo prima che riuscisse ad annotare il mio nome sul suo taccuino viscido, e me ne sono tornata a casa. Cioè, in quel angolo tutto tondo che la generosità di un'amica mi permette di occupare temporaneamente, sospeso non so bene dove. Ha l'aspetto di un piccolo pianeta, anche se non c'è una rosa addomesticata, però ci sono i due conigli e un po' di tutto, senza ordine e senza criterio, specchio esatto della mia interiorità al momento attuale 
Mi sono messa in vasca, a liberarmi da ogni possibile residuo di semi-uomo. Contemporaneamente ho fatto piazza pulita di un bel po' di cose dell'inventory, ho bruciato in piazza vecchie foto inutili come i soggetti rappresentati, mi sono avvolta in un asciugamano morbido che sapeva di buono. Ho agganciato di nuovo lo scorpione all'ombelico e il piercing al naso, togliendo la facelight che illuminava costantemente il mio sorriso da brava ragazza. Ho avuto un attimo di riflessione davanti a due t-shirt di Patsy, non sapevo quale mettere:
Patata affamata


Tanto non te la dò



Alla fine ho optato per un sobrio reggiseno nero e una meno sobria pelliccia scarlatta, naturalmente con i soliti anfibi neri da autodifesa.





Ecco. Pronta di nuovo. E che ca..o! Pensavano veramente che bastasse così poco a farmi fuori?
Stay tuned.





venerdì 18 febbraio 2011

La Befana vien di notte...




(pubblicato originariamente in data 06/01/2011)

Un mondo di cugini

Vabbè che è appena passato Natale, festa di famiglia per eccellenza dove ci sentiamo tutti fratelli. Vabbè che si va verso la globalizzazione, tutto il mondo è paese ecc. ecc. Ma quello che sta succedendo in SL va oltre l'ordinario, decisamente! 
Entro qualche giorno fa, dopo giorni di solitudine passati a vagare in land deserte, fuggendo anche solo l'ombra degli avatar di passaggio, decido di tornare alla civiltà. Mi piazzo quindi in una land ben popolata, per l'esattezza mi metto sul divanetto di Astral Dreams a guardare la gente che passa. Sbirciatina nei profili, lavoro di fantasia sulle second vite e le prime facce... insomma, passatempo piacevole, un po' come stare in panchina in stazione, o affacciata al balcone, e cercare di indovinare la storia e il carattere dei personaggi che sfilano 
Mi colpisce uno che di cognome fa Resident: simpatico, penso, "residenti" è il nome con cui vengono designati gli utenti di SL. Un po' come chiamarsi "Terrestre" in RL. Poco dopo... un altro Resident  Curioso, ma succede che qualcuno scelga il cognome uguale al compagno/a, per cui non mi stupisco più di tanto. Solo che dopo un po'.... un altro Resident  e poi un altro, e un altro, e un altro....
Caspita... ma che succede? Nooo, non ci posso credere... avevo sentito di un cambiamento della Linden alla politica dei nomi... ma... vado a vedere nel wiki... OMG 
Tutti i nuovi iscritti si chiameranno Resident. Punto. Fine della varietà di cognomi, vagamente ispirati alle diverse lingue e alle diverse etnie, cambiati ciclicamente in modo che più o meno, dal cognome, potevi intuire l'età dell'avatar, oltre che gustare la fantasia dell'accostamento tra il nome (liberamente creato) e il cognome (come dicevo, da scegliere in una rosa piuttosto ampia benchè predefinita). Fine delle assonanze simpatiche, delle combinazioni più o meno spiritose, di quelle briciole di sè che ciascuno svelava attraverso nome+cognome...
Tutti cugini sono diventati, gli abitanti di Second Life. Un mondo di cugini... Ma ve lo immaginate? L'omologazione del Metaverso.... Mo Resident.... AAARGH 


(pubblicato originariamente in data 03/01/2011)

Inseguita da bizzarre creature possedute da un insano desiderio

Il titolo sembra tratto da un film di Lina Wertmuller, lo so. Anche l'atmosfera grottesca ci sta tutta, in quello che mi è capitato l'altro giorno. D'altra parte, mi sta bene, mi sta proprio bene. Me la sono cercata, con tutto quel andare in giro in cerca di land dai nomi disperati, tipo Starvation, Desolation, No Salvation ecc. ecc. 
Ovviamente prima o poi sarebbe capitato, all'ennesimo click su TELEPORT TO DESTINATION di trovarmi in una land oscura più oscura delle altre. Non che mancasse la luce, eh, anzi. Sono atterrata a mezzogiorno vicino a una fattoria ridente, accanto ad un falò scoppiettante con tanta gente intorno a far festa. Solo che.... la gente... non era gente. Erano tanti... mostri, mezzi uomini mezzi animali, per essere precisa: ho realizzato di essere circondata da fauni, licantropi e chimere varie. Insomma, la scena da pic nic cominciava a somigliare ad un incubo, soprattutto nel momento in cui si sono accorti di me e hanno cominciato a fissarmi, avvicinandosi piuttosto minacciosi. Un'occhiata ai molti strumenti strani seminati nei dintorni mi ha convinto che era il caso di darsela a gambe levate, così ho cominciato a indietreggiare velocemente e non mi sono accorta di una grossa buca nel terreno... cielo! Ci sono caduta come una pera matura! Per fortuna l'atterraggio è stato morbido, un tappeto di muschio all'interno di una grande grotta 
Proprio fortuna non è stata... mi sono salvata dai licantropi e dai loro amici ma... GOSH  la grotta era tutto un brulicare di stranissime creature tentacolate, vegetali carnosi e viscidi che hanno cominciato a strisciare verso di me con una velocità vorace. Non ho fatto in tempo a rialzarmi che la prima pianta mi ha raggiunto e ha cominciato a salirmi sulla gamba, dentro i pantaloni    Mi sono alzata di scatto con ribrezzo e l'ho allontanata con un calcio (uff, la mia mania di andare in giro scalza, un paio di stivaloni mi avrebbero fatto comodo in quel momento). Mi  sono appoggiata ad un uovo innocuo tutto verde e lucido, giusto per prendere fiato. Solo che non era un uovo  o meglio, era un uovo trasmutante che mi ha avviluppato in spire unte e scivolose, cercando di inseminarmi . Mi sono liberata anche di lui e ho cominciato a correre in cerca dell'uscita, stando ben attenta a non toccare altro in quel posto dove ogni melma verde poteva prendere vita in qualsiasi momento e usarmi come mezzo di riproduzione. Finalmente sono arrivata in una grotta più piccola, tutta di roccia grigia, e mai il grigio è stato così rassicurante  Aspetto un po': sì, la roccia è veramente roccia, sta immobile. Tiro il fiato, dò un'ultima occhiata alle mie spalle: il verde della grotta sarebbe stato anche piacevole, se non fosse stato per il rimando continuo a liquidi fisiologici... Bene, i vegetali sembrano essere confinati di sotto. Rassicurata, decido di fermarmi un attimo e mi siedo ai piedi di una statua. Scelta infelice: mi serra in un pietroso abbraccio da cui riemergerò solo mezz'ora più tardi, ma i dettagli non li saprete mai 



(pubblicato originariamente in data 19/12/2010)