venerdì 17 febbraio 2012

Augusta Creation Store. Ovvero: dell'Eleganza


Arrivo all'entrata di un negozio luminoso e raffinato, un ambiente signorile come pochi e pure la musica è quella giusta. Non poteva essere altrimenti, visto che si tratta dell'Augusta Creation Store.
Ho avuto la fortuna di seguire Augusta nei primi passi che ha fatto nella moda, ho uno dei suoi primi vestiti,  un abitino grigio perla che è un bijou. Ora di passi ne ha fatti moltissimi, a quel che posso vedere dai ricchi scaffali della boutique con il suo nome. Ci siamo risentite dopo secoli, qualche settimana fa, e mi aveva detto di questa sua conquista. Solo l'altro giorno sono riuscita finalmente ad arrivarci, era un'ottima scusa per declinare inviti a feste danzanti per S.Valentino.
Comincio a gironzolare, temo non ci sia e invece compare quasi subito. Indossa la sua ultima creazione ancora da sistemare, l'ho interrotta mentre cuciva, ciononostante con la sua disponibilità squisita mi porta in giro per la sua boutique (con un filo nero che le pende dal pizzo della gonna... mitica!).


Racconta, ed è un piacere ascoltarla perchè nelle sue parole c'è tutta una passione. Le texture sono originali sue, proprio fatte da lei, non copiate o comprate, e i tessuti hanno una leggerezza che li rende impalbabili. Le rifiniture sono sartoriali, l'accostamento dei colori finalmente originale. 
Un abito nero e porpora attira la mia attenzione, vagamente gothic, "Maddalena", e poi rossi principeschi ed un abito bianco spettacolare, con tanto di maschera per presentarsi all'altare in incognito...


Mi sono spiaccicata sulle poltroncine comode, avevo troppa voglia di riempirmi gli occhi con tutta quell'eleganza. Avevo anfibi neri e calze di lana con gli spilloni, temevo di leggere negli occhi della mia ospite la paura per qualche macchia impropria in quel candore, invece probabilmente Augusta si è intenerita perchè mi ha regalato alcune delle sue creazioni. Non c'è che dire, pure nella Second vita gli italiani quanto a stile si distinguono. E Augusta tra loro. Abbiamo finito con una chiacchierata amabile a quattro voci, che con un filo di nostalgia mi ha fatto ricordare quanto possa essere piacevole il tempo nel Metaverso...




 Abito Maddalena, Augusta Creation

















lunedì 13 febbraio 2012

Piccipucci e rock

Son finita in un anticipo di festa di s. valentino, stasera. Santo cielo che smielaggini, a partire dalla cantante live che nei bassi non ne centrava uno, per finire con la local piena zeppa di piccipucci. Quel che penso di questa festa l'ho già detto altrove, e l'ho ribadito anche in altri altrove. 
Nonostante continuassi a ripetere dentro di me il mantra di Gin, la glicemia raggiungeva livelli di guardia, mentre il romanticismo affettato della situazione mi si infilava fra i denti peggio della carie. Non mi è rimasta altra scelta che correre al riparo nel rifugio degli homeless. 
La notte era tiepida, il silenzio finalmente d'oro, il solito rockaccio ruvido sotto. L'acqua della piscina era fetida, però. Che ci sia del marcio? Trattandosi di SL, niente di strano.



domenica 12 febbraio 2012

Ritorno alle origini.

Inaspettatamente sola, stasera. Come ieri sera, ora che ci penso. 
Stasera sono anche senza lavoro, perchè Astral Dreams è in ristrutturazione. E senza casa, perchè non mi fido di quella con cui condivido i neuroni, si sa mai che torni sui suoi passi e mi freghi di nuovo, e ci rimetto i soldi dell'affitto 
Così mi trovo come all'inizio, raminga e senza fissa dimora, backpacker senza backpack, solo qualche peso sull'anima ma niente in tasca. Non resta che cominciare un giro...
Una visita alla nuova mostra della Torno Kohime Foundation, tra i paesaggi eco-biologici di Sapphoria Shilova e quelli eco-futuristici di nexuno Thespian, carino ma sono pigra oggi, finisco sulla comoda, sfondatissima poltrona del ricovero per homeless. Cavolo, per fortuna ho le mutande perchè con questa gonnellina da niente si vede tutto non appena azzardo una seduta che non sia da educanda. Pazienza, tanto sono sola e le foto le farò di lato.
Cielo, un secolo che non venivo qui. La musica è sempre bellissima. Ecco... Clocks ora, i Coldplay. Quello che ci voleva per un momento di riflessione in questa serata irrequieta. Immo Marjorie, le chiedo di darmi lavoro da fare. Non si fa pregare. Meno male. Mi serve un salvagente. Ok, appena finisce il pezzo dei Coldplay parto. 




sabato 11 febbraio 2012

beh.. almeno ho la salute

D'improvviso è Tristezza, e stabilisce la sua dimora dentro. Si annida in fondo, in un fondo che non lo ricordavi così fondo, e lì trova Solitudine. Si sfiorano, ed è Passione cieca. Nell'oscurità voluttuosamente si annusano, si sfiorano ancora, ed è Passione cieca. Al buio si spogliano l'un l'altra con il furore degli Intoccabili. Bramano il calore della Carne, trovano l'inconsistenza dell'Illusione. Potrebbe bastare, ma il suo velo sottile non regge lo scandalo dell'amplesso, Irrequietezza la travolge ed in un attimo è andata, violata, calpestata e confusa nel Fango del Fondo. 
Troppa Folla ora, troppe nudità mi frastornano. Cos'è più indecente della Sofferenza?
URLO. URLO. URLO. 
Silenzio. Sono lì. Le sento. Come bestie. Il fiato sul collo. L'afrore di un sesso inselvatichito. Senza via d'uscita. 









sabato 4 febbraio 2012

Time to shut down

Ha deciso che i suoi neuroni le servono tutti, la stronza. 
"Ti rifarai dopo, ridammi tutto". Ti rifarai dopo, e intanto sono costretta nel grigio del no-rez, con la home nel buco nero che c'è al posto del mio bel loft, visto che non ho potuto pagare l'affitto, con gli stessi abiti e gli stessi capelli da settimane - e questo è il vero orrore. 
Sospesa nell'infinitudine di pixel precari, quando si degnerà di riaccendere la luce sarò così vecchia che nel frattempo saremo al Viewer 20 e avrò l'aspetto terribile di un outfit di default.
Per mantenere il chi sono, non mi resta che innaffiare i ricordi. Di lacrime? No, di starnuti. Sono allergica ai fiori. 




venerdì 6 gennaio 2012

Ti amerò nel vuoto


Mi volto verso il letto, ma è vuoto. Non so cosa speravo. Veramente lo so. Speravo di vederti ricomparire lì dove ti avevo lasciato, fra le lenzuola stropicciate a cui ho rubato il tuo profumo fino all'ebbrezza.



Il caminetto è acceso, ma fa freddo dentro di me. Sarà un lungo inverno. La radio canta Get here. Parole che vorrei pronunciare anch'io, ma ti avvicinerebbero davvero a me? Esiste una distanza pari a zero? No, in assoluto non esiste, se la matematica ha ragione. Esisterà sempre un qualcosa, tra A e B. Tra Mo e Me, tra Me e Te. Se invece ha ragione la fisica, allora non esiste la separazione, ma solo ininterrotte catene di materia che ci legano indissolubilmente. Che cosa mi strugge di più? 
Who wants to live forever, ora. 




Oh, fuck! Non è il titolo di una canzone, questo. La colonna sonora dice I want it all. Allungo le gambe sotto il tavolo, allungo le braccia oltre la testa e le spalle, voglio stirare ogni fibra muscolare fino a farne uscire ogni traccia di me e ogni ricordo di te. 
Ti amerò nel vuoto. 


Raccolgo le mie cose, chiudo la porta e torno alla festa. 



martedì 3 gennaio 2012

La magistra elegantiarum


FOTO 1


...e capita che entro una sera con i pochi neuroni che la mia controparte biologica mi ha lasciato, mi accascio sui divani di Astral riflettendo sul fatto che la potrei dire affetta da stitichezza neuronale per quanto se li tiene stretti  . Mi guardo intorno allontanando i pensieri, non ho sufficienti risorse per elaborarli compiutamente stasera, vedo Helly. Uh, è un sacco di tempo che non la vedo. Sto per immarla (vi ho detto che sono rallentata stasera, mi si sono ristretti persino gli assoni) quando mi precede e mi manda un pacchetto. Sorpresa, comincio ad aprirlo con un sorriso e salta fuori dalla scatola tutto un tripudio di broccato e pizzo e pelliccia (ecologica, ovviamente). E' un vestito per me, solo per me. Cielo, i due neuroni rimasti si abbracciano in brodo di giuggiole. Ho più abiti di Helly in armadio, alcuni comprati, altri me li aveva regalati, adoro il suo stile e l'ho già detto ma... è la prima volta che fa un abito tutto per me. Sono commossa, davvero. Lo indosso, rovisto in inventory finchè trovo un paio di sandali neri con il tacco alto, eccoli, ero certa di averli anche se sono un po' schiacciati sotto gli anfibi e le scarpe da ginnastica. Mi sistemo i capelli, il caschetto biondo è troppo ordinario, meglio una cascata rossa (foto 1). Sono pronta a presentarmi ad Helly tutta fiera ma come mi rezzo ai suoi occhi mi... dice che i capelli fanno schifo 
Magica donna! Non ne conosco una più schietta 
Ha ragione, ci vorrebbe qualcosa di più compito, comincio di nuovo a scavare nell'inventory mentre noto che Helly con qualche sfarfallio, tipo Fata Madrina di Cenerentola, fa apparire acconciature su acconciature fino a passarmi una sobria e signorile mise di capelli sottili biondo scuro, raccolti sulla nuca (Foto 2). Ecco, sono perfetta ora. La magistra elegantiarum ha colpito ancora. E per la contentezza, mi terrò quest'abito per una settimana intera. Ma forse torno ai capelli rossi.

HELLY TI AMOOOOOO 



FOTO 2

venerdì 23 dicembre 2011

pagina di diario e basta.




E' tardi, la maggior parte se n'è andata, è il momento giusto per lavoricchiare un po'.  Il caminetto scalda corpo e anima, è anche il posto giusto, questo loft che ho affittato sopra i tetti della città. 
Cielo, manco da talmente tanto che faccio fatica a decifrare il calendario di Astral. Oh, c'è qualcuna delle mie colleghe in linea. Provo ad agganciarmi alla chat, ma sono ormai contaminate dallo spirito delle feste. Sony, Dayla, Gin... Gin poi, non ne parliamo  
Niente da fare, sono connesse ma solo per via dell'ADSL, che non è una nuova droga ma stasera potrebbe pure esserlo. Mi tocca recarmi di persona, ops, di avatar, ad Astral Dreams e cercare indizi. Lascio a malincuore il mio tappeto morbido e atterro in mezzo ad una frastornante serata disco house & commercial. Reminiscenze dei miei primi giorni nel Metaverso, quando ero convinta che non ci fossero altro che discoteche piene di bonazzi/e finti/e quasi come quelli che si trovano ormai anche in RL. Con il vantaggio che qui le protesi pure quelle copiate di pessima qualità, non vi faranno alcun male 
Ecco, ora il DJ mi offre amicizia, e sono troppo gentile per rifiutare, benchè sappia benissimo che sarà solo un'altra finestra di spam che si aprirà ogni sera. Un'occhiata al suo profilo... omg! ma te pronome personale... da quando si scrive con l'accento? Vuoi caffè, tè  o... mè?   Cielo, mi sto rotolando davvero dalle risate. Anche perchè la comicità involontaria di certi profili è unica. Ad esempio, non riesco a non ridere davanti ad affermazioni prepotenti di sè, dichiarazioni di carattere e volizione, confessioni implausibili di stronzaggine (quando uno è stronzo viene mica a dirvelo, sapete?  ), il tutto fatto imperiosamente con un linguaggio poderoso quanto.... sgrammaticaaaaato 
Non ce la posso fare, speriamo che non mi immi 
Vabbè, è fatta. Ormai lo spirito ridanciano ha preso pure me, sento i neuroni allontanarsi a passo di corsa... Per il post di domani niente da fare, mi toccherà inventare...

domenica 18 dicembre 2011

Gli adulti adulterati.

E' pericoloso, Tito Faraci. Non so se ha pensato proprio lui il titolo del suo romanzo, ma pure quel titolo è pericoloso. OLTRE LA SOGLIA.
Sono stata alla presentazione in SL, mercoledì 14 dicembre, è stato fantastico, una di quelle occasioni in cui non  ti penti di contaminare i mondi. Ma proprio qui sta la pericolosità di Tito. Speriamo non ne abbia a male del fatto che lo chiamo così, familiarmente, ma dopo aver resistito alle brame cannibalesche di adulterati rinchiusi a pochi metri da noi, solo per ascoltare quello che aveva da dirci... beh... forse posso permettermelo. Si crea sempre un senso di intimità, tra sopravvissuti. 
Ad ogni modo, non è pericoloso perchè ci ha trascinati in borghi oscuri dimenticati da Dio dove i suoi adulti adulterati potevano assalirci da un momento all'altro, noi poveri avatar eternamente giovani. E' pericoloso per quello che racconta, per quello che dice e per quello che non dice.
Partiamo da quello che dice: "E' un libro che affronta la paura di crescere degli adolescenti". Sarà. Io dico invece che è un libro sulla paura dei cresciuti. Chi è l'adulto adulterato, se non un adulto che ha perso la capacità di controllo sugli istinti e sugli impulsi? Ma allora, non ci stiamo adulterando tutti, con la rinuncia alla responsabilità, con la privatizzazione del bene comune, con la rivendicazione della libera espressione di ogni impulso, con la delegittimazione di ogni restrizione, ormai sinonimo di castrazione?
La paura di dover rinunciare a qualcosa di mio, sia tempo, spazio, oggetto. La paura di dover lasciare spazio agli altri, ai nuovi, ai figli. La paura di dover accantonare, fosse pure momentaneamente, la gratificazione immediata del Sè per donarsi a qualcuno. Il terrore di accorgersi che qualcuno dipende da me, in tutto e  per tutto, quindi ne sono responsabile. Oddio, tra l'altro è proprio quello a cui ho dato il mio nome, quello che ho generato io. Sì vabbè, ma l'ho fatto perchè sembrava carino, perchè fanno tutti così, laurea-lavoro-matrimonio-figli e in fondo non siamo distanti dal Mestiere-Macchina-Moglie degli anni '50.
OMG, ora mi accorgo che non è un criceto. Fa domande, vuole risposte e la sua data di scadenza è più in là della mia.
Tito salva le donne. Poche adulterate nel libro, tutte streghette solitarie, facilmente sopraffatte. Accoppate tutte dagli uomini, mi ha spiegato quando gli ho chiesto il perchè. Generoso. Io lo sono meno di lui, e dico che il tarlo dell'adulterazione non risparmia le donne. Non è che una meschina, larvata paura, che corrode dal di dentro e... adultera. Questa è la pazzia di chi oltrepassa la soglia, a mio avviso.
Pericoloso, Tito Faraci. Costringe a riflessioni reali. Per un avatar, una roulette russa.



venerdì 16 dicembre 2011

Il velo e le carezze

Eccomi in un'altra giuria, più leggera questa volta anzi, leggerissima visto che è il contest La carezza del Velo di Astral Dreams. Cielo, devo trovare il vestito adatto. L'impalpabile rosso di evening allure (Babele Fashion) è perfetto, con le sue trasparenze da vedo-non vedo. In tema con la serata. Che a dire il vero è... senza veli. 
Io dico... chiamatela Senza Veli. Ma non illudetemi con visioni orientaleggianti di tende nel deserto e di vento caldo, che ero indecisa tra il burqa e la danza del ventre. Per fortuna avevo sbirciato il tabellone...
Come molte volte in questi casi, un tabellone con produzioni di qualità varia. A dire il vero avrei sperato in una maggiore originalità interpretativa, non riesco a trovare motivo di emozioni nella semplice riproduzione di corpi finti e perfetti. Per quello mi basta guardarmi allo specchio 
Insomma... un po' di photoshop noooo? Qualche velo (appunto), qualche ombra, che ne so.
Vabbè,  meglio che mi decida ad andare. Mi aspettano, e poi non resisterò molto in queste scarpette rosse con tacchi altissimi. Pensate davvero che gli avatar non sentano il mal di piedi? 


PS: devo cambiare AO. Sembro uno stocafisso.

lunedì 12 dicembre 2011

Teletrasportarsi nelle pagine di un libro.





Il sogno di ogni lettore appassionato: immergersi nella storia al punto di trovarsi in quel tempo, in quel posto. Magari pure con quei personaggi, preferibilmente con i buoni, al limite con i cattivi, alla peggio con l'autore. L'Autore, scusate. Ha sempre l'A maiuscola, l'Autore, a rimarcare, presumo, l'Alito Creativo... ops! Meglio parlare di Anelito Creativo o Afflato Creativo: temo che la parola "alito" solleciti rimembranze proustiane delle polpette della nonna, e questo abbasserebbe il tono dell'evento di cui sto parlando. E' proprio un evento, al punto che qualcuno ci intravede una possibile rinascita di SL (ma era morta? non me n'ero accorta), qualcun'altro, e personalmente lo preferisco, ci intravede un felice incontro tra canali comunicativi, mondi e linguaggi. Oddio... dire "felice" in questo specifico caso  è un po' azzardato, poichè raramente ho trovato atmosfere cupe, scenari agghiaccianti e desolanti premonizioni come in "Oltre la soglia" di Tito Faraci. Ammetto di non essere amante del genere horror et similia, anche se il libro in questione mi è piaciuto, interamente. Sì, perchè è di questo che stiamo parlando, della presentazione di un libro in SL, mercoledì 14 dicembre 2011. Non l'avevate capito? Oh, mi dispiace. Questa mia mania di trascrivere anarchicamente i pensieri... 
Ora rimedio. In realtà la serata è presentata molto meglio in altri siti, uno per tutti FB,  e così pure autore e opera, quindi non indugio e vi rimando ai link, tra cui quello fighissimo (ops. Si può scrivere fighissimo in un blog?)  che ho messo all'inizio del post e che è di Aliza Karu (santo cielo, più la conosco e più mi piace, quella donna), che presenta l'allestimento fighissimo (tanto vale stra-usarla, 'sta parola, visto che ho cominciato) a cura sua e di MarkWD Helendale. Ecco, partite da quello e capirete il senso di questo mio squinternato post. Ritrovare l'ambientazione descritta nel libro, significa sentire gli stessi brividi provati durante la lettura e non solo per la storia, ma per le assonanze sinistre con una RL che presenta inquietanti sintomi di ADULTerazione... Non dico altro, faccio solo notare la particolarità di presentare un lavoro così in un ambiente così. Che cosa intendo? Ne parliamo dopo  mercoledì, e magari pure dopo che avete letto il libro. 
Forse solo con Tito Faraci, noto sceneggiatore di fumetti prima che romanziere, un esperimento del genere poteva essere realizzato. 
O forse no. Allora, questa potrebbe essere una sfida da consegnare ai prossimi eventi. 


UH! Dimenticavo di dirvi dove... Alle 22.00 nella land di ImparaFacile Runo, chi altro poteva organizzare una cosa del genere? Naturalmente non ha fatto tutto da solo, per lui si è riservato il ruolo di coordinatore (LOL),  Maryhola McMillan ed Helenita Arriaga lo affiancano in modo ultra-degno. Credo. Insomma, in altre occasioni lo hanno fatto. Vedremo mercoledì.
Qui la mappa: http://maps.secondlife.com/secondlife/Imparafacile/121/134/21