venerdì 18 maggio 2012

Il colore è vita, ma l'ombra è misericordia

Qualche volta succede, che qualcuno crei qualcosa e questo qualcosa parli a te. Tu ti metti lì e all'improvviso il tuo subconscio prende forma, e ti spaventi perchè nessuno dovrebbe sbirciarlo così, e meno male sbirciarlo ma metterlo poi in piazza davanti a tutti, un subconscio tutto nudo, con addosso solo il sacco amniotico del Gran Padre Incoscio. Mi succede, con un'opera di Gleman Jun, quando nel preparare la recensione per la sua mostra ad Astral Dreams succede che mi avvicino ad una figurina seduta su una panchina gialla, e avvicinandomi vedo che ha il mio nome in testa, e pure io ho il mio nome in testa, e non capisco come possa essere che tutte e due abbiamo il mio nome in testa. E allora succede che mi siedo accanto a lei, che sono me, e lei/me sta leggendo un libro, o sfogliando un tablet, ma all'improvviso si materializza qualcosa davanti, ed è appunto lui, il figlio del Gran Padre Inconscio.
E' colorato e informe e in movimento, ma mi piace che sia colorato, e mi piace che sia informe e in movimento. Solo che poi arriva un uomo nero, e spinge tutto in un rettangolone dove il colore si mescola e non  è più brillante, come la creatività che deve ingabbiarsi in norme per venir accettata. e così si ferma, e si ferma l'anima e si ferma il respiro, finchè tutto comincia a diventare buio e quadrato e nero, una lista di codici e di parametri che rendono misurabile il mondo. Il colore esplode di nuovo, l'uomo nero arriva ancora, e si inseguono e capisco: abbiamo dentro il buio e il colore. Il colore è vita, sembra dire Gleman. Ma - aggiungo io - l'ombra talvolta è misericordia.
Provo a sbirciare le pagine del libro che la figurina tiene sulle ginocchia, mi sa che è il libro della vita. Ma non si fa leggere. ecco, la figurina sulla panchina ora butta via il mio nome, ne ha messo su un altro, con indifferenza, come una commessa di supermercato. Crudele proprio come la vita, a volte. Non mi resta che farmi abbracciare dalla pagina. 
O dalla vita?








  

lunedì 30 aprile 2012

Can't stop loving you

...e poi chiusi piano la porta dietro di me, quasi con il timore di svegliarlo. Ma non c'era, lo sapevo. I sogni non durano quando il giorno nasce. 
Chiusi la porta sul vuoto, e il vuoto era da entrambe le parti. 




mercoledì 25 aprile 2012

La metaosservazione del giocattolo rotto

Credo che il giocattolo si sia rotto, c@##o!  
Non so bene quando, e come, ma non funziona più, si inceppa in continuazione. Sono triste, e sono arrabbiata, perchè forse sono solo le pile scariche, ma non ho il cacciavite per aprire la scatoletta e controllare 
Non posso far altro che starmene lì a guardarlo, inanime mentre prima sembrava vivo, sembrava che un'anima ce l'avesse.
Sono un po' stranita, e molto addolorata. Il giocattolo si è rotto e non ho più niente da fare.
L'ho sempre pensato che SL è uno strumento formidabile di auto-osservazione. ORa mi osservo mentre osservo.
La metaosservazione del giocattolo rotto 
Davvero ci si ritrova a giocare gli stessi giochi, qui e lì? Si entra qui come in un parco giochi, con gli occhi spalancati per le meraviglie, e si finisce sempre sulla stessa giostra mezza scassata, con quei cavalli di legno dagli occhi vuoti. 
Mmmm... no, non ci sto. Vado in cerca di un cacciavite per smontare il giocattolo e vedere cosa c'è che non va. Al massimo, poi glielo lascio conficcato nel cuore. 









location: http://maps.secondlife.com/secondlife/Westerlay/170/135/804

lunedì 23 aprile 2012

Il libro senza odore



Emozionante, più di quel che pensavo. E' stato emozionante partecipare alla presentazione del mio primo libro SL, sentirne l'interpretazione nella voce di Marjorie, sfogliarne le pagine pur senza sentire l'odore della carta e dell'inchiostro. Mi sono presentata un po' in anticipo, con il vestito di carta per paura di restare senza qualcosa per prendere appunti, ma non ce n'è stato bisogno: una serata bella, limpida e come dicevo... emozionante. Una sola piccola sensazione di vuoto al mio fianco, ma forse era solo un buco nel vestito, è un vestito molto... arioso  


Volete comprare il mio libro, ora, vero? 
Andate qui: http://maps.secondlife.com/secondlife/Crimson%20Isle/36/91/23 e siate generosi, è dura la vita degli scribacchini, oggigiorno. Auguro dieci rotoli di morbidezza a tutti 
Buonanotte! 

Dress: Toilet paper is popular, by Aliza Karu

lunedì 9 aprile 2012

Non so se era un angelo, ma aveva le ali.


Era un discussione di quelle che non ci dovrebbero mai essere, men che meno in SL. Di quelle dove la parole fanno male ma i silenzi tagliano, per cui inanelli una parola dietro l'altra perchè sì fa male ma almeno non ti tagli. 
Inutile come i gesti che l'avevano provocata, mi spingeva a grandi passi verso il precipizio dell'insicurezza. La sensazione che sta per crasharti il mondo addosso e non farai in tempo a rientrare e qualcun'altro deciderà per te. 
Rimasi sola, un po' arrabbiata un po' delusa o forse molto di tutte e due. La rabbia poi è spesso l'abito esteriore della delusione, per cui non capivo da che parte indossarla, quella giacca, e me ne stavo immobile e furiosa e disperata come una bimba che non riesce a indossare la maglietta nel verso giusto.  
Fu a quel punto che sentii un alito lieve dietro di me. Invisibile agli occhi di tutti, mi avvolse con le sue enormi ali nere e sussurrò "Non sei sola a combattere le tue battaglie dell'anima, ora...". L'angoscia si frantumò come un bicchiere di cristallo in un mare di sabbia. Diventò lacrime calde che cominciarono a scivolare lungo le mie gote e il mio collo. Cadendo sulle braccia si trasformarono in piume lucenti, mentre il pianto si stemperava in dolcezza, finchè fui pronta a riprendermi la leggerezza e spiccare il volo. 
Mi voltai indietro, il tempo di far luccicare un ultimo sorriso verso l'angelo nero.



sabato 7 aprile 2012

HASTrAl Dreams Siempre

Ovvero quel caldo ottobre del 2011.
Ultime ore (ITT) di un tranquillo e ancora afoso pomeriggio di ottobre. Diciamo poco dopo le 18 (sempre ITT,  9:00am SLT).
Succede che per svariati personalissimi motivi un owner perda la testa, nel senso che gli si incastra probabilmente da qualche parte tra SL e RL, non lo so perchè non sono un owner, è solo un'ipotesi. Fatto è che nel suddetto afoso tardo pomeriggio arriva la decisione di Jack di chiudere Astral. Saluta e annuncia la sua dipartita. Lo sbigottimento mi fa saltare giù dal comodo rifugio nella casetta (già, al tempo ce l'avevo ancora, la casetta sull'albero.. sigh).
Sì, perchè non sembra il solito Jack che periodicamente va fuori di testa e poi rientra, che tanto trova posto sempre. Tutto tace. Tutto troppo rapido.
Breve consultazione con quelli dello staff che sono on line. Pochi, pochissimi, ma buoni. Mi dicono che hanno fondato il ComiCon, aderisco prontamente, non c'è tempo da perdere, qui si rischia che ti cancellino la terra da sotto i piedi.  E poi che cavolo, ci sono i quasi 2000 iscritti al gruppo da salvaguardare, per non parlare di tutte le pietre ormai dichiarate reperti archeologici di SL... in breve il primo comunicato è pronto:


[12:11] Mo Werefox: il Comitato di Conservazione di Astral ( CCA ) a fronte di quanto dichiarato dall'owner jack davies, comunica che quanto affermato e' totalmente privo di fondamento. L'owner e' momentaneamente non in grado di intendere e di volere e pertanto ogni sua decisione e' destituita di fondamento. Il dj Eche ha occupato il palazzo della radio, mentre la blogger Mo ha posto sotto assedio l'Agenzia di stampa di Astral Dreams. Da questo momento e' in vigore il coprifuoco. Seguira' comunicato.


Ok, abbiamo preso in mano la situazione. Arriva Bacillo, apre le comunicazioni ufficialmente dal suo canale radio:


[12:47] Bacillo Bruun: CHI VI PARLA E' AUTORIZZATO DAL COMITATO DIRETTIVO DEL CCA (COMITATO DI CONSERVAZIONE DI ASTRAL)  L'OCCUPAZIONE DEL PALAZZO DELLA RADIO, DELL'AGENZIA DI STAMPA, E DEI CENTRI DI POTERE DI ASTRAL DREAMS E' DEFINITIVAMENTE COMPIUTA.
I TASTI CANC ED ENTER DELLA TASTIERA DI JACK SONO STATI DEFINITIVAMENTE ASPORTATI.
SEGUIRA' COMUNICATO N.3
HASTA ASTRAL DREAMS SIEMPRE


Nel giro di qualche ora i punti chiave della sim sono in mano al ComiCon: 


[13:23] Mo Werefox: Si notifica quanto segue: a oggi risultano okkupate nel territorio di Astral l'Agenzia di stampa e la casetta sull'albero (Mo Werefox), il Palazzo della Radio (DJ Eche il Cattivo), la cantina (DJ Bacillo, cattivissimo perchè non mi aveva mai detto della cantina) e il palco (Sandy Demina). Attendiamo notizie per la piscina. HASTrAl Dreams Siempre


Com'è andata a finire? Beh... Astral Dreams è sempre lì, andate a vedere se non ci credete. Perchè quando uno solo sogna, sta dormendo. Quando il suo sogno diventa il sogno di tanti, diventa storia. 







mercoledì 28 marzo 2012

Just me. What else?



Solo chi accoglie, può togliere maschere.
Hold me tight, you can take my mask off. 






Dress: Cinderella White ***Augusta Creation***
Location: Daytime Dreams 

domenica 25 marzo 2012

Zindra!

...e così sono sbarcata pure a Zindra. Che nome strano, a pensarci. Oddio, tutti i nomi geografici della Linden sono piuttosto bizzarri, a ben pensarci: Zindra in italiano sembra un grido di guerra, ma l'originale è da leggersi all'inglese, immagino. Saindra? Omg, bisogna proprio interpretarlo con pathos perchè riesca a comunicare un qualche tipo di sensualità...
Ad ogni modo, una sera, sola e annoiata, mi sono trovata a ripensare alla questione dei "bassifondi", e mi è venuto da ridere, di gusto. Mi sono ricordata del continente, dove ad un certo punto la Linden ha cercato di confinare le sconcezze di una SL che rispondeva troppo bene a troppo bassi appetiti, per non rischiare di insozzare le anime pure degli "intellettuali" e le innocenze dei Teen che si apprestavano a sbarcare dalla TeenGrid ormai in dismissione. Così, con la curiosità dell'antropologa o dell'entomologa (non dell'ornitologa), sono andata alla ricerca della Terra Perduta.
C'è una cosa che si chiama Zindra Gate, l'impressione è proprio quella di valicare un confine con il filo spinato e i cani rabbiosi, in realtà si atterra in una luminosa zona di shopping, con sextoys neanche tanto perversi. Meglio usare le vecchie maniere dell'esploratore, TP più o meno a caso sulla mappa aperta.
Popolato, è un continente popolato, non c'è dubbio. In alcuni posti non potevo nemmeno entrare perchè la sim era piena, neanche fossimo ad un concerto live o ad una serata culturale o all'inaugurazione di una mostra...
Sono i posti migliori per osservare l'azione del Santo Lag sui destini dei Resident, anche perchè con tutti gli ammennicoli appesi a ciascuno, l'indicazione del rendering cost è rosso-semaforo come quella delle modelle ad una sfilata internazionale. Molti infatti, probabilmente anche per questo, usano le zone pubbliche per cacciare, ma poi si ritirano in posti più discreti. Timidoni. 
Insomma, ho indossato una tutina di rete e il collare, ho attivato anche il RLV per non perdermi nulla e ho cominciato la mia osservazione partecipante. 
Vari tipi di fauna sono passati davanti alla mia postazione:
1. alt-per-non-farmi-riconoscere. I più facili da individuare, hanno un aspetto da niubbi spesso ma si distinguono perchè la data di nascita non è recente e il loro profilo è immacolato come la reputazione del loro avatar originale, indice appunto non di niubbaggine ma di accurata pulizia periodica. Talvolta, se l'av in questione viene usato con una certa frequenza e sistematicità, nei gruppi potete trovare qualche traccia interessante (non organica) in grado di ricondurvi a luoghi più raffinati di quelli frequentati dalla plebaglia dai gusti semplici.
2. sono-niubbo-e-comincio-da-qui. Niubbi autentici, o anche no, ne conservano con indifferenza l'aspetto trascurato e dozzinale. Anche gli accessori sono free e si vede. Comincia saltando sulle palline e abborda in modo diretto, ma poi cerca di farsi indicare da voi qualche località più appartata perchè si vergogna: non è ancora sicuro del fatto che la Linden non possa mandare i log delle chat nella posta della mamma. Se viene trovato in flagrante, può sempre dire che siete la sua fidanzata. Questo niubbo non è giovanissimo, solitamente, e lo notate dall'imbarazzo con cui gestisce gli strumenti di SL e dal fatto che mantiene un profilo basso. Per trovare i giovanissimi basta osservare le dimensioni: più è grande, più è bassa l'età.
3. gli intenditori. Smaliziati e piuttosto curati nell'aspetto, ma non eccessivamente. Fra di loro trovate pure il tipo sciatto, quello di norma è interessato ad altro che all'ars amatoria virtualis in sè e per sè e cerca di portarvi via prima ancora del tipo 1. L'intenditore puro invece è un ruolatore perfetto, non chiede permesso e  non ha bisogno che gli spiegate l'uso delle palline cominciando da "Siediti su quella blu". 
C'è da dire che in realtà sono stata molestata di più in una qualsiasi discoteca che qui nei "bassifondi". Me ne sono stata per un tempo sufficientemente lungo ad osservare in pace, senza che nessuno o quasi si occupasse di me. E quando uno si è finalmente avvicinato e mi ha fatto cortesi proposte oscene, alla mia provocazione - gli ho risposto solo "Costringimi" - si è spaventato e se l'è data a gambe levate. La troppa bellezza uccide. 


Non posso farvi vedere il resto. Mi cancellerebbero il blog per contenuti osceni XD

venerdì 16 marzo 2012

Per quasi ogni fine c'è un inizio.

Qualche volta è bene dire basta. Mettere la parola fine. Cambiare registro. Cambiare vita, cambiare casa, cambiare città, cambiare partner, cambiare mutande. Oppure cambiare solo il proprio atteggiamento, e decidersi a vivere. 
Non è facile, anzi, è molto difficile, inutile negarlo. Inutile per questo pretenderlo dagli altri, quando ciascuno di noi trova comoda la propria cuccia e fatica a lasciarla. E' innegabile, per quanto stretta sia la gabbia che abitiamo, è pur sempre casa. Per quanto ristrette le nostre vedute, sono le nostre. Per quanto doloroso quello che proviamo, è pur sempre qualcosa, meglio di niente.
Bisogna allora lasciare che arrivi il momento. 
Il momento in cui si capisce che è proprio quello, il momento. Fine
Sono nella nuova soffitta che ho affittato, ho messo un canale di musica soft e me ne sto sul tappeto, davanti al fuoco, con una serie di libri che tanto non leggo, perchè sono immersa nei pensieri. Non è esatto, non sono immersa nei pensieri, piuttosto guardo davanti a me senza guardare, fissando una meta che è solo in testa, e neanche tanto chiara. Ho pochi pensieri, e forse questo è un altro segnale che è ora di passare all'azione. 
Prima magari cambio mutande. 





mercoledì 14 marzo 2012

Cybersex, ma pensavo fosse un calesse

E così vuoi che ne faccia un post. 
Vuoi che racconti ad una pagina di diario come mi hai presa, appena chiusa la porta, ancora vestita, mentre lasciavo che la passione mi uscisse dal petto e mentre mi nutrivo con avidità del tuo odore, cercando la tua carne. E di come poi mi hai presa di nuovo, e ancora, senza chiedere il permesso e senza il tempo di un respiro perchè non abbiamo tempo, noi. Sospesi nell'indefinito di una nostalgia travolgente per qualcosa che non è mai stato.
Il permesso... chiedi sempre permesso, veramente, anche se poi il menù lo impugni tu e non lo molli. Ti basterebbe una mano per tenermi ferma, per bloccare i miei polsi sottili,  vuoi altro. Vuoi sentirmi in tuo possesso. Che cosa ti sta sfuggendo dalle mani? 
Tu mi prendi, e io mi abbandono a te. Che cosa sono disposta a fare perchè qualcuno si prenda cura di me?
Cercarti in ogni centimetro di pelle sotto le mie dita, sentire il primo orgasmo e il secondo e ancora, che salgono alla gola e escono, anche se la tua mano stringe intorno al collo. 
Non puoi avere dubbi. Forse vuoi solo sentirtelo dire, ma non posso perchè le mie labbra ora sono su di te, il piacere è troppo intenso per la raffinatezza del dire e io devo nutrire la mia eccitazione smodata. Ti voglio al punto che fa male. 
Vieni ovunque, e ti accolgo e ti prendo e ti tengo stretto e ti faccio diventare parte di me, non ti basta, il mio piacere deve essere il tuo, ma il mio dolore?
Vuoi distruggermi per rendermi icona. 
Il tuo bacio in fronte, e lì ti ritrovo.
Ti odio, sei appena uscito e la mia carne ha già fame di te.





martedì 13 marzo 2012

L'isola di inchiostro


La guida delle destinazioni lo presentava come un mondo delirante di colori e scacchi, funghi giganti e non so cosa ancora. Insomma, qualcosa di psichedelico che non mi attirava un granchè. Stavo già per passare oltre, quando per sbaglio (sarà stato davvero uno sbaglio?) ho premuto il teleport. Mi sono trovata in un posto onirico, ma senza traccia di funghi giganti. Probabilmente mangiati dal mare di petrolio, o inchiostro. Tutti i toni del bianco e del nero si incontravano nella luce di un tramonto limpido. Doveva essere inchiostro, perchè ai miei piedi quella che sembrava sabbia era invece carta di giornale. Quasi rosa, una Gazzetta dello Sport sbiadita, molto sbiadita. Da un'isola minuscola, sufficiente appena per contenere un orologio che proietta i suoi memento, si passava su un'altra isola, appena appena più grande. File di ometti impassibili guardavano qualcosa che non c'era, senza alzare la testa all'orizzonte. Si erano scordati, probabilmente, che qualcosa più in là c'è sempre.
Piccole rose bianche e nere fiorivano incessantemente sotto nuvole sparse di inchiostro, a ingentilire l'aridità del verbo. Mi sono stesa al loro fianco, la sabbia-carta era calda. Respiro del loro respiro, ed è vitale. 
Un lungo viale conduceva ad una porta chiusa. Sembrava un passaggio impegnativo. Oltrepassare la soglia è sempre un passaggio impegnativo. Mi sono data tempo su una panchina, mentre piccole gocce di inchiostro cominciavano a bagnarmi. Erano piccole lacrime senza tristezza, a sciogliere la tensione del viaggio. 
Quando mi sentii pronta, afferrai la maniglia e la tirai a me. Una luce abbagliante mi accolse, e una colonna bianca. Un momento ancora di indecisione, poi cominciai ad esplorare con più meticolosità quel posto curioso. Non so bene come, all'improvviso mi trovai altrove. Ero sicura di non aver toccato nulla, stavolta, eppure mi trovai in mezzo al deserto. Era d'improvviso notte, ma era una notte di luna e quindi non faceva paura.  Non c'era modo di tornare giù, per cui mi rassegnai a godere di quella pace inattesa. Nebbia e scarni alberi si facevano compagnia, ma non poteva bastarmi. Mi accoccolai su una vecchia sedia di legno che sembrava quella del Piccolo Principe, e attesi il suo arrivo per meravigliarmi ancora di un'alba nuova, come il suo abbraccio.









 La scorciatoia per Daytime Dreams è qui