lunedì 12 marzo 2012
La casetta di Cappuccetto Rosso
Non è una delizia? Quasi quasi l'affitto... L'unico dubbio, oltre alla mia riluttanza a fermarmi in un posto, riguarda la possibilità che da qualche parte, dentro, ci sia ancora il Lupo...
domenica 11 marzo 2012
A proposito di bassifondi
Ho letto con molto interesse un articolo di AquilaDellaNotte Kondor e tutte le reazioni che ha suscitato. L'articolo in sè mi è piaciuto abbastanza, con qualche piccola riserva più per il tono che per altro, anche se ho l'impressione che l'autore non si sia accorto del "tono" con cui potevano risuonare le sue parole nelle diverse anime. I commenti sono di varia intensità e di varia educazione, ma tutti interessanti perchè ciascuno mette in luce alcune parti della questione.
Ovviamente pure a me sono sorte alcune considerazioni, ma preferisco narrarle qui, in un diario senza pretese, per vari motivi. Innanzitutto, sento il bisogno di esprimermi in libertà, così come le idee mi vengono, senza la mediazione razionale necessaria per costruire un commento ad una discussione avviata. Inoltre, mi sembra che l'arena sia già sufficientemente piena e... non mi sento un gallo da combattimento
Sono molti gli alimenti dell'essere umano, alcuni soddisfano lo stomaco, altri soddisfano la mente, altri soddisfano... altro. La cultura greco-romana ci ha insegnato che esiste una gerarchia di bisogni e una superiorità della mente (per non parlare dell'anima) sul corpo, ma questa è solo una delle possibili interpretazioni del mondo. Andrebbe discussa profondamente nei suoi vantaggi e nei suoi svantaggi, nelle cose che ci ha permesso di raggiungere e in quelle che ci ha fatto perdere. Ma andiamo avanti.
Se il sesso è comunicazione di persone che si amano attraverso i loro corpi, il sesso virtuale è comunicazione di persone che si amano attraverso i loro avatar. Cambia il mezzo, non necessariamente cambia la sostanza.
Se il sesso è gioco, pura ricerca di gratificazione o mezzo per scaricare una pulsione, chi può dire quali giocattoli si possono usare e quali no? Basta che le regole siano conosciute e approvate da tutti i partecipanti.
Poichè tutti hanno bisogno di amare e di essere amati, poichè tutti hanno bisogno di giocare, allora molti, moltissimi attraverso il sesso cercano di raggiungere ora l'uno, ora l'altro obiettivo, ora entrambi.
E allora?
Francamente, non comprendo le reazioni scandalizzate o snobistiche di molti, davanti alle diverse realtà di SL. Non comprendo la distinzione tra "bassifondi" popolati presumibilmente da quasi-bestie cannibali, e i "centri culturali" animati altrettanto presumibilmente da angeli senza sesso che si nutrono di... idee?
Confesso di comprendere pure poco chi sente il bisogno di nascondersi dietro un alt per vivere la parte "sporca" della sua second esistenza (uhm... ma qual è la parte sporca? i bordelli? e se fosse il contrario? se fosse che uso un alt per andare alle mostre e ai concerti e ai dibattiti?
).
Siamo in un mondo di adulti. Siamo in un mondo dove non siamo tenuti ad assumerci responsabilità altre da quella, irrinunciabile, di rispettare l'altro. Perchè dobbiamo sentirci legati a strutture societarie che ci sono necessarie in un'altra dimensione, ma che forse sono superflue in SL e di cui potremmo provare a liberarci, almeno in parte? Perchè utilizzare anche qui strumenti ipocriti per costruire la nostra reputazione e spendere energia per mantenerla, attraverso inganni e doppiezze? Quali bisogni personali stiamo coprendo con queste dinamiche?
Vogliamo far conoscere a chi frequenta i bassifondi che esiste un'altra SL? Benissimo, appendiamo in quei postacci un bel avviso con tanto di LM. A fianco della reclame dell'ultimo completino in latex non dovrebbe sfigurare troppo. Oppure ho paura di contaminarmi? Ma allora, se voglio restare in una camera sterile, farò bene a ricordare che sterilità è sinonimo di infertilità...
Ovviamente pure a me sono sorte alcune considerazioni, ma preferisco narrarle qui, in un diario senza pretese, per vari motivi. Innanzitutto, sento il bisogno di esprimermi in libertà, così come le idee mi vengono, senza la mediazione razionale necessaria per costruire un commento ad una discussione avviata. Inoltre, mi sembra che l'arena sia già sufficientemente piena e... non mi sento un gallo da combattimento
Sono molti gli alimenti dell'essere umano, alcuni soddisfano lo stomaco, altri soddisfano la mente, altri soddisfano... altro. La cultura greco-romana ci ha insegnato che esiste una gerarchia di bisogni e una superiorità della mente (per non parlare dell'anima) sul corpo, ma questa è solo una delle possibili interpretazioni del mondo. Andrebbe discussa profondamente nei suoi vantaggi e nei suoi svantaggi, nelle cose che ci ha permesso di raggiungere e in quelle che ci ha fatto perdere. Ma andiamo avanti.
Se il sesso è comunicazione di persone che si amano attraverso i loro corpi, il sesso virtuale è comunicazione di persone che si amano attraverso i loro avatar. Cambia il mezzo, non necessariamente cambia la sostanza.
Se il sesso è gioco, pura ricerca di gratificazione o mezzo per scaricare una pulsione, chi può dire quali giocattoli si possono usare e quali no? Basta che le regole siano conosciute e approvate da tutti i partecipanti.
Poichè tutti hanno bisogno di amare e di essere amati, poichè tutti hanno bisogno di giocare, allora molti, moltissimi attraverso il sesso cercano di raggiungere ora l'uno, ora l'altro obiettivo, ora entrambi.
E allora?
Francamente, non comprendo le reazioni scandalizzate o snobistiche di molti, davanti alle diverse realtà di SL. Non comprendo la distinzione tra "bassifondi" popolati presumibilmente da quasi-bestie cannibali, e i "centri culturali" animati altrettanto presumibilmente da angeli senza sesso che si nutrono di... idee?
Confesso di comprendere pure poco chi sente il bisogno di nascondersi dietro un alt per vivere la parte "sporca" della sua second esistenza (uhm... ma qual è la parte sporca? i bordelli? e se fosse il contrario? se fosse che uso un alt per andare alle mostre e ai concerti e ai dibattiti?
Siamo in un mondo di adulti. Siamo in un mondo dove non siamo tenuti ad assumerci responsabilità altre da quella, irrinunciabile, di rispettare l'altro. Perchè dobbiamo sentirci legati a strutture societarie che ci sono necessarie in un'altra dimensione, ma che forse sono superflue in SL e di cui potremmo provare a liberarci, almeno in parte? Perchè utilizzare anche qui strumenti ipocriti per costruire la nostra reputazione e spendere energia per mantenerla, attraverso inganni e doppiezze? Quali bisogni personali stiamo coprendo con queste dinamiche?
Vogliamo far conoscere a chi frequenta i bassifondi che esiste un'altra SL? Benissimo, appendiamo in quei postacci un bel avviso con tanto di LM. A fianco della reclame dell'ultimo completino in latex non dovrebbe sfigurare troppo. Oppure ho paura di contaminarmi? Ma allora, se voglio restare in una camera sterile, farò bene a ricordare che sterilità è sinonimo di infertilità...
sabato 3 marzo 2012
Questione di mantra.
Continuavo a ripetermi il mantra di Gin, seduta sul cannone di Astral Dreams. Avrei voluto qualcosa di più modesto, veramente: uno spadone, un'ascia, un bazooka... ma la mia armeria è ancora vuota, sono troppo pigra e ho poco tempo. Così stavo lì, dopo una serata vuota, a ruminare mantra guardando l'orizzonte, per far finta che non mi importasse nulla, che di aspettative non ne avessi, che della tenerezza non sapessi che farmene. Per far finta di essere la solita, razionale-forte-indipendente-troppo-intelligente-per-caderci, perchè-tanto-è-tutto-un-gioco-dentro-e-fuori-di-qui. Io che non ho mai giocato. Beh sì, a nont'arrabbiare da piccola. E a rubamazzetto.
Eppure siamo donne, per quanto forti abbiamo le nostre fragilità e abbiamo bisogno che siano accolte. Possibilmente con un abbraccio. E tanto perchè i discorsi sulle differenze di genere mi stanno sulle palle, direi che sarebbe meglio metterla così: siamo Persone. Uomini o donne, abbiamo tutti le nostre fragilità. E abbiamo tutti bisogno di un abbraccio, almeno ogni tanto.
VafffffffFFFFFFFFFFFFfffanCUOOOOOOOOOOOOOOOOOreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee checcenefotteeeeeeeeeeeeeeeeee. Eppure funziona. Un po'.
Eppure siamo donne, per quanto forti abbiamo le nostre fragilità e abbiamo bisogno che siano accolte. Possibilmente con un abbraccio. E tanto perchè i discorsi sulle differenze di genere mi stanno sulle palle, direi che sarebbe meglio metterla così: siamo Persone. Uomini o donne, abbiamo tutti le nostre fragilità. E abbiamo tutti bisogno di un abbraccio, almeno ogni tanto.
VafffffffFFFFFFFFFFFFfffanCUOOOOOOOOOOOOOOOOOreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee checcenefotteeeeeeeeeeeeeeeeee. Eppure funziona. Un po'.
giovedì 1 marzo 2012
Ballavo. Da Sola. Neanche un lupo.
Ballavo e meditavo. Perchè esistono diversi stati di coscienza, e il ballo ne altera il flusso portando in uno stato di trance. Anche senza funghetti. Ci si proietta attraverso il corpo oltre al corpo, similmente a quel che accade incarnando un avatar.
Il problema è che questo tipo di esperienze ci porta in contatto non con il fuori di noi, ma con il dentro di noi. Con le emozioni in primo luogo. Dov'è il problema? è un grosso problema. Perchè dentro di noi ci sono molte cose, molte emozioni ad esempio, che escono più facilmente grazie allo stato particolare in cui si trova la nostra mente. Escono, e si associano a quello che vedono gli occhi. O a quello che sentono le orecchie.
E' fatta, capite? L'emozione si appiccica e chi la toglie più, peggio di quelle vetrofanie che si usavano una volta a Natale, che poi ti toccava lavorar di lametta e solvente. Come le vetrofanie, pure l'emozione non ti permette di veder chiaro, ma filtra tutto e la realtà diventa una disquisizione da salotto virtuale. Sempre ammesso che la realtà esista, da qualche parte, e che abbia un senso.
Sta tutto qui il punto. Finchè sono Avatar, tutto posso stabilire, anche cos'è Realtà. Quanti di noi se ne rendono conto e ne fanno lucidamente uso? Quanti invece si illudono di poter coprire con un ennesimo Velo ciò che non vogliono vivere? E quanti infine si limitano a replicare una realtà conosciuta e rassicurantemente terrificante come il bacio della vecchia zia irsuta sulle gote bambine?
Ballavo e meditavo. Perchè il ballo unisce testa e piedi, ma per farlo deve passare attraverso il cuore, che sta nel mezzo. E tutto quello che passa dal cuore ci dà vita, o ce la toglie. Comunque, ci frega.
Il problema è che questo tipo di esperienze ci porta in contatto non con il fuori di noi, ma con il dentro di noi. Con le emozioni in primo luogo. Dov'è il problema? è un grosso problema. Perchè dentro di noi ci sono molte cose, molte emozioni ad esempio, che escono più facilmente grazie allo stato particolare in cui si trova la nostra mente. Escono, e si associano a quello che vedono gli occhi. O a quello che sentono le orecchie.
E' fatta, capite? L'emozione si appiccica e chi la toglie più, peggio di quelle vetrofanie che si usavano una volta a Natale, che poi ti toccava lavorar di lametta e solvente. Come le vetrofanie, pure l'emozione non ti permette di veder chiaro, ma filtra tutto e la realtà diventa una disquisizione da salotto virtuale. Sempre ammesso che la realtà esista, da qualche parte, e che abbia un senso.
Sta tutto qui il punto. Finchè sono Avatar, tutto posso stabilire, anche cos'è Realtà. Quanti di noi se ne rendono conto e ne fanno lucidamente uso? Quanti invece si illudono di poter coprire con un ennesimo Velo ciò che non vogliono vivere? E quanti infine si limitano a replicare una realtà conosciuta e rassicurantemente terrificante come il bacio della vecchia zia irsuta sulle gote bambine?
Ballavo e meditavo. Perchè il ballo unisce testa e piedi, ma per farlo deve passare attraverso il cuore, che sta nel mezzo. E tutto quello che passa dal cuore ci dà vita, o ce la toglie. Comunque, ci frega.
mercoledì 29 febbraio 2012
La consapevolezza dell'Avatar
I pixel ebbero un sussulto e la consapevolezza arrivò come arrivano i brividi dell'influenza. Non so se gli avatar abbiano un'anima, ma una sorta di consapevolezza talvolta sì, ce l'hanno. La consapevolezza della propria immaterialità, che acquista il doloroso gusto della levità estrema. La consapevolezza di essere incorporei, poco più di un alito, nemmeno un fantasma. Tendo la mano e scompare essa stessa nel vuoto. Il vuoto non esiste, mi dicono. Sarà, ma intanto si è mangiato la mia mano. La consapevolezza dell'inconsistenza, davanti alla Vita.
Mi piego su me stessa, e mi sento bambolina voodoo. Allora spalanco le braccia, espongo il petto. Avanti, c'è posto per gli spilloni.
giovedì 23 febbraio 2012
Le Voci del Destino
L'avevo trovato, ieri, dopo una peregrinazione attenta nell'isola. Avevo lasciato un segno per ritrovarlo oggi, ma non ha funzionato. Metafora della pace interiore che va tenacemente ricercata, il LM non funziona diretto, ma porta al punto di partenza. Il pellegrinaggio riparte dall'inizio. Vabbè, che mi sia di lezione, così imparo ad inseguire TP di feste in spiaggia a metà febbraio. Mi metto pazientemente in cerca, e parte il restart della regione. Si chiamerebbe sfiga, ma sono in atteggiamento spiritual-esistenzialista, e quindi con filosofia accetto l'espulsione vedendone un segno del destino. Lag e Restart sono Voci del Destino, in SL, ci avete mai pensato? Decidono se potete stare qui o lì, decidono chi vi può baciare e a quale punto dell'amplesso potete arrivare.
Sembra che abbiano deciso che per stasera rimango ad Astral Dreams, dove mi sono rifugiata nel frattempo. C'è un concerto infatti, e il Lag mi impedisce ogni ulteriore movimento...
Sembra che abbiano deciso che per stasera rimango ad Astral Dreams, dove mi sono rifugiata nel frattempo. C'è un concerto infatti, e il Lag mi impedisce ogni ulteriore movimento...
venerdì 17 febbraio 2012
Augusta Creation Store. Ovvero: dell'Eleganza
Arrivo all'entrata di un negozio luminoso e raffinato, un ambiente signorile come pochi e pure la musica è quella giusta. Non poteva essere altrimenti, visto che si tratta dell'Augusta Creation Store.
Ho avuto la fortuna di seguire Augusta nei primi passi che ha fatto nella moda, ho uno dei suoi primi vestiti, un abitino grigio perla che è un bijou. Ora di passi ne ha fatti moltissimi, a quel che posso vedere dai ricchi scaffali della boutique con il suo nome. Ci siamo risentite dopo secoli, qualche settimana fa, e mi aveva detto di questa sua conquista. Solo l'altro giorno sono riuscita finalmente ad arrivarci, era un'ottima scusa per declinare inviti a feste danzanti per S.Valentino.
Comincio a gironzolare, temo non ci sia e invece compare quasi subito. Indossa la sua ultima creazione ancora da sistemare, l'ho interrotta mentre cuciva, ciononostante con la sua disponibilità squisita mi porta in giro per la sua boutique (con un filo nero che le pende dal pizzo della gonna... mitica!).
Racconta, ed è un piacere ascoltarla perchè nelle sue parole c'è tutta una passione. Le texture sono originali sue, proprio fatte da lei, non copiate o comprate, e i tessuti hanno una leggerezza che li rende impalbabili. Le rifiniture sono sartoriali, l'accostamento dei colori finalmente originale.
Un abito nero e porpora attira la mia attenzione, vagamente gothic, "Maddalena", e poi rossi principeschi ed un abito bianco spettacolare, con tanto di maschera per presentarsi all'altare in incognito...
Mi sono spiaccicata sulle poltroncine comode, avevo troppa voglia di riempirmi gli occhi con tutta quell'eleganza. Avevo anfibi neri e calze di lana con gli spilloni, temevo di leggere negli occhi della mia ospite la paura per qualche macchia impropria in quel candore, invece probabilmente Augusta si è intenerita perchè mi ha regalato alcune delle sue creazioni. Non c'è che dire, pure nella Second vita gli italiani quanto a stile si distinguono. E Augusta tra loro. Abbiamo finito con una chiacchierata amabile a quattro voci, che con un filo di nostalgia mi ha fatto ricordare quanto possa essere piacevole il tempo nel Metaverso...
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| Abito Maddalena, Augusta Creation |
lunedì 13 febbraio 2012
Piccipucci e rock
Son finita in un anticipo di festa di s. valentino, stasera. Santo cielo che smielaggini, a partire dalla cantante live che nei bassi non ne centrava uno, per finire con la local piena zeppa di piccipucci. Quel che penso di questa festa l'ho già detto altrove, e l'ho ribadito anche in altri altrove.
Nonostante continuassi a ripetere dentro di me il mantra di Gin, la glicemia raggiungeva livelli di guardia, mentre il romanticismo affettato della situazione mi si infilava fra i denti peggio della carie. Non mi è rimasta altra scelta che correre al riparo nel rifugio degli homeless.
La notte era tiepida, il silenzio finalmente d'oro, il solito rockaccio ruvido sotto. L'acqua della piscina era fetida, però. Che ci sia del marcio? Trattandosi di SL, niente di strano.
Nonostante continuassi a ripetere dentro di me il mantra di Gin, la glicemia raggiungeva livelli di guardia, mentre il romanticismo affettato della situazione mi si infilava fra i denti peggio della carie. Non mi è rimasta altra scelta che correre al riparo nel rifugio degli homeless.
La notte era tiepida, il silenzio finalmente d'oro, il solito rockaccio ruvido sotto. L'acqua della piscina era fetida, però. Che ci sia del marcio? Trattandosi di SL, niente di strano.
domenica 12 febbraio 2012
Ritorno alle origini.
Inaspettatamente sola, stasera. Come ieri sera, ora che ci penso. 
Stasera sono anche senza lavoro, perchè Astral Dreams è in ristrutturazione. E senza casa, perchè non mi fido di quella con cui condivido i neuroni, si sa mai che torni sui suoi passi e mi freghi di nuovo, e ci rimetto i soldi dell'affitto
Così mi trovo come all'inizio, raminga e senza fissa dimora, backpacker senza backpack, solo qualche peso sull'anima ma niente in tasca. Non resta che cominciare un giro...
Una visita alla nuova mostra della Torno Kohime Foundation, tra i paesaggi eco-biologici di Sapphoria Shilova e quelli eco-futuristici di nexuno Thespian, carino ma sono pigra oggi, finisco sulla comoda, sfondatissima poltrona del ricovero per homeless. Cavolo, per fortuna ho le mutande perchè con questa gonnellina da niente si vede tutto non appena azzardo una seduta che non sia da educanda. Pazienza, tanto sono sola e le foto le farò di lato.
Cielo, un secolo che non venivo qui. La musica è sempre bellissima. Ecco... Clocks ora, i Coldplay. Quello che ci voleva per un momento di riflessione in questa serata irrequieta. Immo Marjorie, le chiedo di darmi lavoro da fare. Non si fa pregare. Meno male. Mi serve un salvagente. Ok, appena finisce il pezzo dei Coldplay parto.
Stasera sono anche senza lavoro, perchè Astral Dreams è in ristrutturazione. E senza casa, perchè non mi fido di quella con cui condivido i neuroni, si sa mai che torni sui suoi passi e mi freghi di nuovo, e ci rimetto i soldi dell'affitto
Così mi trovo come all'inizio, raminga e senza fissa dimora, backpacker senza backpack, solo qualche peso sull'anima ma niente in tasca. Non resta che cominciare un giro...
Una visita alla nuova mostra della Torno Kohime Foundation, tra i paesaggi eco-biologici di Sapphoria Shilova e quelli eco-futuristici di nexuno Thespian, carino ma sono pigra oggi, finisco sulla comoda, sfondatissima poltrona del ricovero per homeless. Cavolo, per fortuna ho le mutande perchè con questa gonnellina da niente si vede tutto non appena azzardo una seduta che non sia da educanda. Pazienza, tanto sono sola e le foto le farò di lato.
Cielo, un secolo che non venivo qui. La musica è sempre bellissima. Ecco... Clocks ora, i Coldplay. Quello che ci voleva per un momento di riflessione in questa serata irrequieta. Immo Marjorie, le chiedo di darmi lavoro da fare. Non si fa pregare. Meno male. Mi serve un salvagente. Ok, appena finisce il pezzo dei Coldplay parto.
sabato 11 febbraio 2012
beh.. almeno ho la salute
D'improvviso è Tristezza, e stabilisce la sua dimora dentro. Si annida in fondo, in un fondo che non lo ricordavi così fondo, e lì trova Solitudine. Si sfiorano, ed è Passione cieca. Nell'oscurità voluttuosamente si annusano, si sfiorano ancora, ed è Passione cieca. Al buio si spogliano l'un l'altra con il furore degli Intoccabili. Bramano il calore della Carne, trovano l'inconsistenza dell'Illusione. Potrebbe bastare, ma il suo velo sottile non regge lo scandalo dell'amplesso, Irrequietezza la travolge ed in un attimo è andata, violata, calpestata e confusa nel Fango del Fondo.
Troppa Folla ora, troppe nudità mi frastornano. Cos'è più indecente della Sofferenza?
URLO. URLO. URLO.
Silenzio. Sono lì. Le sento. Come bestie. Il fiato sul collo. L'afrore di un sesso inselvatichito. Senza via d'uscita.
Troppa Folla ora, troppe nudità mi frastornano. Cos'è più indecente della Sofferenza?
URLO. URLO. URLO.
Silenzio. Sono lì. Le sento. Come bestie. Il fiato sul collo. L'afrore di un sesso inselvatichito. Senza via d'uscita.
sabato 4 febbraio 2012
Time to shut down
Ha deciso che i suoi neuroni le servono tutti, la stronza. 
"Ti rifarai dopo, ridammi tutto". Ti rifarai dopo, e intanto sono costretta nel grigio del no-rez, con la home nel buco nero che c'è al posto del mio bel loft, visto che non ho potuto pagare l'affitto, con gli stessi abiti e gli stessi capelli da settimane - e questo è il vero orrore.
Sospesa nell'infinitudine di pixel precari, quando si degnerà di riaccendere la luce sarò così vecchia che nel frattempo saremo al Viewer 20 e avrò l'aspetto terribile di un outfit di default.
Per mantenere il chi sono, non mi resta che innaffiare i ricordi. Di lacrime? No, di starnuti. Sono allergica ai fiori.

"Ti rifarai dopo, ridammi tutto". Ti rifarai dopo, e intanto sono costretta nel grigio del no-rez, con la home nel buco nero che c'è al posto del mio bel loft, visto che non ho potuto pagare l'affitto, con gli stessi abiti e gli stessi capelli da settimane - e questo è il vero orrore.
Sospesa nell'infinitudine di pixel precari, quando si degnerà di riaccendere la luce sarò così vecchia che nel frattempo saremo al Viewer 20 e avrò l'aspetto terribile di un outfit di default.
Per mantenere il chi sono, non mi resta che innaffiare i ricordi. Di lacrime? No, di starnuti. Sono allergica ai fiori.
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