mercoledì 26 gennaio 2011

Il mio MOleskine

Ho comprato un nuovo Moleskine. Non riesco a fare a meno di vergare a mano le parole dell’anima…
Non che non ci abbia provato. Il fratello appena appena più vecchio del mio nuovo Moleskine lo sa, ha pagato sulla pelle della sua copertina il mio tentativo di sbarazzarmi della scomoda persistenza della parola scritta. Beh… è dipeso anche dal fatto che in poche pagine era riuscito a tirarmi fuori stati d’animo talmente intesi da far male. È incredibile quanto diventino pesanti certe pagine, fardelli come quelli che i viandanti portano sulle spalle, trascinando i loro averi attraverso le strade del mondo. Era diventato così quel Moleskine, un peso nella borsetta, e se provavo a tenerlo nella tasca posteriore dei jeans beh… già sono jeans a vita bassa, tirarli ancora giù... 
Colpa sua quindi.. e allora l’ho abbandonato, ancora vergine quasi completamente. Cioè…avrei voluto abbandonarlo. Ma non ne ho avuto cuore.  Io, staccata dalle cose materiali fino al punto dell’incoscienza, sono invece visceralmente attaccata ad ogni pensiero scritto, mio  o altrui.
È più forte di me, ci sento il profumo della mente e dell’anima, la fisicità del movimento, insomma ci sento la persona tutta in quelle parole. E così non l’ho abbandonato. 
L’ho affidato a mani che mi amano, all’anima inconsapevole a cui era destinato. “Affidato” non è la parola giusta, perché presuppone una custodia per un eventuale ritorno. “Consegnato” forse è meglio. Irrimediabilmente consegnato, perché non gliene chiederò mai conto. Forse riuscirà a decifrare i segni della battaglia che quel Moleskine testimonia, forse lo lascerà nel fondo di un cassetto, forse lo userà per lasciare a sua volta traccia dell’anima sua.. sarebbe bello, non importa.
È suo ora, e con esso è sua una parte di me. 


(pubblicato originariamente in data 06/12/2010)

I molti cuori di Helly... e S. Valentino

Ma come fa?! Come Fa?! Come fa a prendere la festa più melensa dell'anno (e mi perdoni S. Valentino dall'alto del Paradiso) e a farne un'occasione di eleganza? A dribblare con classe il romanticismo da quattro soldi e due baci perugina, inventando una mise sensuale e piena di vitalità? E' incredibile la Hellyshell Miles, owner di Astral Dreams ma owner di un gusto per l'eleganza che riesce persino a farmi piacere il 14 febbraio.
Festa che personalmente non sopporto per svariati motivi:
1) i cioccolatini a forma di cuore mi fanno venire la carie con quella loro carta rossa e oro prima ancora di scartarli
2) tutti quei biglietti di auguri mi intasano la cassetta della posta (che per altro non ho) costringendo poi la mia anima ecologista ad un faticoso lavoro di recupero: passo giornate e giornate a tagliarli a metà per recuperarne il retro, che poi riciclo per gli auguri di Natale
3) le innumerevoli rose rosse che arrivano mi inondano la casa (che peraltro non ho, non avendo la succitata cassetta della posta) al punto da non riuscire a entrare. A quel punto, sempre per l'anima ecologista che mi ritrovo e che non tollera sprechi,  devo chiedere al vicino della casa che non ho l'uso della sua piscina, sfogliare ogni singola rosa dei suoi petali e lanciare i petali nella piscina fino a riempirla e oltre, indi spogliarmi e fare il bagno fra i petali completamente nuda, perchè i petali di rosa si attaccano in modo fastidiosissimo al Lycra dei costumi da bagno, non so se avete mai provato. Davvero insopportabile. 
4) devo destreggiarmi tra inviti a cene e balli in modo tale da farmi pentire della scelta di coerenza che mi porta a non avere altri avatar.
Ma che poi... seriamente... due anime innamorate non hanno bisogno di una festa istituzionale... si fanno festa ogni giorno. E ogni giorno è buono per star bene insieme, per perdersi l'uno nell'altro. Ogni giorno, capito? Quindi, che ne so, pure il... 6 febbraio. Tanto per dire. 
Comunque, tanto per tornare all'argomento originale del post, i vestiti di S. Valentino di Helly li trovate in Second Life, ad Astral Dreams, per la precisione qui.


(pubblicato originariamente in data 09/02/2010)

ehm....

(temporarily)
OUT OF ORDER


(pubblicato originariamente in data 07/02/2010)

Il mio amico ZOZZO

Oggi parlo di un mio caro amico. Il più str...ooops che ho, credo. Oddio, non ne sono sicura, parecchi dei miei amici sono così str... ooops che se fossi la loro donna li avrei già più o meno scuoiati vivi. Per fortuna Mo non è nè single nè taken, è un-take-able e quindi posso permettermi di tenerli vivi  Ogni tanto li porto pure al pascolo. 
Quello di cui parlo oggi.... che chiameremo... cielo, come posso chiamarlo? Lo chiameremo G come il punto G, tra l'altro mi sembra azzeccato, penso che sarebbe contento di questo nick. Insomma, io e G ci siamo conosciuti con una batteria di fuoco di reciproche battutacce piccanti, che poi è il normale linguaggio che utilizziamo per esprimerci tutto l'affetto di cui siamo capaci. E' una specie di duetto, un boccaccesco pas de deux a ritmo tzigano che di solito esita in fulminanti gag. Poi silenzio. Per giorni. E' in giro a fare il cascamorto, cosa che gli riesce bene, con quell'aria mista fra orsetto lavatore e bel tenebroso. 
Tutto meno che superficiale, comunque, il signor G. Nel suo, è persino raffinato, di una raffinatezza molto personale, ovviamente, perchè non ha niente di comune, il signor G, niente di dozzinale. Neanche il modo di soffrire.
Sta progressivamente limitando e cancellando la foto RL che ha nel profilo, usando prospettive con zoom sempre più ristretti. Se continua così, fra poco vedremo solo un pelo della sua barba ispida (ammesso che sia la sua) e un poro. Poi più nulla...
Cielo, che sia un annientamento simbolico? Azz... dovrò ricominciare a coccolarlo: è un sacco di tempo che non gli urlo dietro BRUTTO ZOZZO...


(pubblicato originariamente in data 30/01/2010)

La mia amica Augusta

E' una delle prime persone che ho conosciuto in SL, nella bella land di Astral Dreams, e mi è piaciuta subito, nonostante il disvelamento sia stato graduale e sommesso...
Perchè l'Augusta che conosco è così: elegantemente discreta ma accogliente come i primi raggi di sole in un mattino d'estate. E' una persona che riesce spontaneamente a tradurre la bellezza interiore in estetica. Lo si nota dalla raffinatezza della sua casa, dal gusto con cui si presenta. Il tutto, condito da una pacata semplicità che tuttavia non riesce a nascondere il fuoco... 
Qualche tempo fa la immo per salutarla e la trovo a... cucire abiti. Non so se anche per Augusta sia andata così, non mi ha mai raccontato i dettagli della sua storia in SL, ma ho notato più volte un certo sviluppo nella vita second: dopo un primo periodo caratterizzato da esplorazioni in varie direzioni e sommovimenti più o meno catastrofici (quello che io chiamo il periodo soap opera, per intenderci), spesso c'è un assestamento, una scoperta della propria creatività, ovviamente con risultati più o meno positivi...
Nel caso di Augusta i risultati sono POSITIVISSIMI, e mi limito qui alle considerazioni sugli abiti, tralasciando tutto il resto... Colorati, leggeri, originali, esprimono una femminilità solare. Augusta li propone in varie versioni, con gonne di diverse lunghezze, pantaloni e top abbinati, curati nei minimi dettagli. Ma il tratto che preferisco, personalmente, è l'ariosità delle gonne svolazzanti, che ti fanno sentire quasi come l'eterna Marylin... 
Ora Augusta si è decisa a proporre in vendita le sue creazioni, il primo negozio è stato inaugurato ad Astral Dreams. Un grazie sorge spontaneo, perchè condivide con noi un pezzo della sua bellezza.... 


(pubblicato originariamente in data 22/10/2010)

...e una capanna



Chissà se i tp a caso sulla Map sono veramente a caso...
Mi capita ogni tanto di teletrasportarmi a caso, o almeno penso di fare click a caso... in realtà ho osservato che tendo a preferire zone  che sulla mappa risultano bianche e vuote. Facendo così, nove volte su dieci arrivo in una spiaggia tropicale, l'archetipica (perchè è un archetipo, non uno stereotipo) spiaggia con le palme, il sole e... una capanna. Lasciamo perdere i due cuori per il momento (possibile che vi interessino solo i dettagli del cuore? Ah no? Pure quelli del sesso? Ma !).
La spiaggia tropicale in realtà è un ecosistema pieno di pericoli d'ogni sorta per gli esseri umani: insetti di varia misura e velenosità, pesci e meduse vagamente letali, coralli potenzialmente decapitanti... per non parlare del rischio caduta noci di cocco o bruciatura estrema da riflessi di sabbia e acqua. 
Eppure nell'immaginario collettivo, mio compreso (sì... sono collettiva... e non fate i maliziosi), la spiaggia tropicale è il simbolo della tranquillità, del silenzio che entra dentro a tacitare preoccupazioni e occupazioni...
E' il mondo altro, che non ha bisogno di spiegazioni, di attività, di azione... in un posto così non si può far altro che stendersi e rimanere inattivi, possibilmente in silenzio. Quasi una bestemmia per il nostro caotico bioritmo che di bio non ha più niente. C'è il rischio di ritrovare almeno un pezzetto di se stessi.
Sarà per questo che SL è piena di spiagge tropicali? O le trovo tutte io?

(pubblicato originariamente in data 20/10/2010)

Un popolo di scambisti

Attratti dal titolo? Cambiate blog.   Questo post non parla di coppie che si mettono nel frullatore, non c'è niente di eccitante qui. Non ho ancora raggiunto la disinibizione necessaria per mettere in piazza gli aspetti più piccanti della mia second vita e comunque non credo che lo farei. Per rispetto. Vedremo...  
Quella che segue è invece una riflessione - banale finchè volete - nata da due anime che si denudano l'una di fronte all'altra, senza protezione alcuna. Il che è da matti, in quest'epoca di sesso sicuro. Come al solito è un'intima - ma non intimistica - pagina del diario di Mo.
Tutto è nato dal fastidioso bisogno di cercare una spiegazione a tutto, dall'incapacità di lasciarmi andare e basta, dal timore di sfruttare l'altro per chissà quali inconfessabili necessità.
La componente utilitaristica nei rapporti umani è data se non altro dal fatto che siamo animali sociali. Anche il più puro rapporto d'amore è utilitaristico, dal momento che non possiamo esistere se non in relazione. L'essere umano non nasce in solitudine, e se cresce in solitudine non riesce a realizzare la sua umanità: rimane un piccolo animale incapace finanche di pensarsi. L'eremita che sceglie volontariamente la solitudine e l'isolamento è in colloquio con l'Altro per eccellenza, con Dio. E se siamo costretti alla solitudine assoluta, allora cominciamo a parlare con gli oggetti, a cercare relazione nelle domande predeterminate di un bancomat.
E allora? Condannati a rapporti che hanno in sé sempre almeno un secondo fine, se non un terzo e un quarto? Condannati a sentirci comunque usati, sfruttati, manipolati per la gratificazione altrui?
Non credo. Cominciamo a riconoscere la nostra fragilità, la nostra incompletezza, il nostro sviluppo mai terminato e sempre potenzialmente possibile. Cominciamo a riconoscere che siamo un ammasso di bisogni e di capacità inespresse, che alcuni dei nostri bisogni ci rimarranno inconosciuti e ciononostante orienteranno i nostri comportamenti, che alcuni dei nostri bisogni e delle nostre capacità rimarranno senza espressione e magari senza realizzazione. Smettiamola quindi di pretendere da un altro essere umano la piena gratificazione esistenziale e accogliamo con gratitudine quello che può darci, cercando a nostra volta di dare qualcosa e senza togliere troppo...
Non nascondiamoci dietro pretese di assoluta purezza, ma non prendiamo la scusa dell'impurità come attenuante per l'evitamento di rapporti autentici. Non lasciamo che sia questa una nota amara nella dolcezza di un rapporto di profondo scambio. Perché... non equivocate, maliziosi! Non rovinatemi questa profondissima analisi filosofico-antropologica!  Ma questo siamo: un popolo di scambisti.  

(pubblicato originariamente in data 06/06/2010)

Nel Blu dipinto di Blu...


...felici di stare lassù. E volavamo felici piu' in alto del sole ed ancora piu' su, mentre il mondo pian piano spariva lontano laggiu'. Una musica dolce suonava soltanto per noi..
Momento di romanticismo... succede.
Beh... grazie Domenico Modugno. E grazie signor Q. 




(pubblicato originariamente in data 05/01/2010)

giovedì 13 gennaio 2011

Zyngo!

Qualche volta mi capita di finire in una sala giochi di SL. In RL no... l'ultima volta è stata quando avevo 14 anni, ero in vacanza al mare ed era un giorno di pioggia, ma se non ricordo male oltre i flipper c'era solo Space Invaders, forse PacMan... oddio... era proprio preistoria 
Torniamo a SL 
Dicevo che ogni tanto finisco in Sala Zyngo. Non mi capita spesso perchè di norma c'è sempre qualcuno da incontrare per scambiare un saluto e quattro chiacchere, e se proprio sono tutti a dormire o a fare qualcosa di più interessante mi piace fare giri in giro. Ma ogni tanto mi metto davanti a una macchinetta Zyngo, rigorosamente free. Ultimamente Red mi ha fatto scoprire il Deal Extreme, che non è una pratica sadomaso  ma un altro gioco di fortuna, però il fascino delle Zyngo resiste ancora. 
Resiste perchè giocare a Zyngo free è lento (20 turni invece che 12), poco impegnativo (se vinco vinco se perdo non perdo, visto che non ho puntato nulla), vagamente ipnotico e quindi rilassante. E' come viaggiare in un'autostrada vuota che conosci bene, di giorno e senza fretta. La macchina va e gli automatismi di vent'anni di guida consentono alla mente di vagare... Ovviamente una parte delle capacità cognitive deve restare impegnata nella guida (o nei numeri, nel caso dello Zyngo), quindi l'attenzione è splittata. Questo vuol dire che non si riesce ad esercitare un controllo pieno sui propri pensieri e quindi emergono suggestioni e ragionamenti che sfuggono le rigide leggi della logica aristotelica...
Dalla nebbia indistinta dei contenuti psichici si stagliano dolcezze sotto forma di immagini o di ricordi sensoriali e le lasci fluttuare nella coscienza  nascondendoti dietro la scusa che sei impegnata in un'altra attività, non riesci a sopprimere adeguatamente il pensiero che nel frattempo diventa vaporosa, deliziosa, piccola ossessione.
Qualche volta elabori, qualche volta ti rifiuti di elaborare e ti regali il piccolo godimento del crogiolarsi nel sentimento o nel ricordo del sentimento, evitando accuratamente ogni considerazione che faccia i conti con il principio di realtà...
Poi arrivi al casello dell'autostrada. Oppure scatta il dlin di un Im in arrivo. E richiamate all'ordine, le tue facoltà mentali si presentano di nuovo complete. Quasi complete, per quel che ne rimane dopo nove mesi di SL...


(pubblicato originariamente in data 27/12/2009)
Foto di mo_werefox
A tutti quelli che aprono questa pagina, a quelli che mi conoscono e a quelli che ancora no...
Buon Natale di cuore


(pubblicato originariamente in data 24/12/2009)

Le corazze di SL

Molte corazze ho incontrato, di ogni foggia e consistenza.
Ho visto corazze dichiarate ed esibite, evidente tentativo di bendare ferite ancora aperte; ho visto corazze sconosciute a chi le portava, che faticando non capiva il perchè di quel peso avvertito; ho trovato corazze indossate di nascosto sotto abiti di socievolezza.
E' così teneramente umano affidare la propria sicurezza a qualche centimetro di materiale solido che poniamo tra noi e il mondo... Non posso non sorridere, mentre un sentimento quasi materno si accompagna a questo pensiero 
Ovviamente non sono estranea a questo bisogno di protezione. Non posso eludere l'istinto di sopravvivenza, e non posso ignorare i bisogni primari dell'essere umano... sicurezza e appartenenza (pensavate cibo e sesso eh! ) .
Anche io ho quindi vestito le mie corazze, anzi... all'inizio avevo lavorato di malta e pietre per costruire un vero e proprio muro, alto, spesso e robusto. Tanto robusto quanto inutile.... perchè non c'è muro alto e spesso che non possa essere aggirato... e chiudersi in una fortezza inespugnabile equivale a condannarsi alla morte per inedia... 
Al di là del muro però (che - fra parentesi - si è ridotto ora a non più di uno spartiterra in pietra nuda) ho sempre cercato di togliermi la corazza, di restare a pelle nuda. Solo così ho potuto farmi baciare dal sole diretto delle emozioni positive e grandi, ho potuto abbandonarmi all'esperienza tutta interiore di sussulti affettivi di ogni misura, e goderne. Senza nemmeno la protezione di una crema solare...
Certo, ho lasciato che la mia pelle venisse sferzata anche dai venti di tempesta. Non si può barare con la sensibilità: se la lasci scoperta, godi in pienezza e soffri in profondità.
Per Mo ho scelto così. Beh... magari una maglietta di lana ogni tanto... 

(pubblicato originariamente in data 18/12/2009)